Accampamento a Geriatria Gli anziani in corridoio

Domani il sovraffollamento del reparto al centro di un consiglio comunale Denuncia dei volontari: condizioni indecenti, così manca anche la dignità
PESCARA. Ieri era una giornata di calma: un solo letto nel corridoio di Geriatria, al sesto piano dell’ospedale di Pescara. Ma non è sempre così: nello stesso corridoio, i letti attaccati al muro sono già pronti per i prossimi anziani che saranno ricoverati. Che è solo questione di giorni lo sanno i vertici della Asl, a partire dal direttore generale Claudio D’Amario che domani alle 16,30 in consiglio comunale dovrà spiegare perché l’emergenza del reparto è diventata cronica, e lo sanno i medici e gli infermieri, quelli che stanno come al fronte e devono rispondere alle proteste dei pazienti e dei loro parenti. E sono proprio i parenti dei pazienti a mostrare com’era ridotto il reparto negli ultimi giorni di marzo, tra il 26 e il 29: lo fanno a parole, raccontando l’«indecenza» di essere ricoverati in corridoio e di assistere anche alle morti in diretta con i cadaveri parcheggiati in sala d’attesa, e lo fanno con i cellulari scorrendo le foto scattate ai letti in fila, ai borsoni poggiati sul pavimento, ai comodini improvvisati per poggiare il cibo e le bottiglie d’acqua.
«Le condizioni di Geriatria tra criticità e prospettive» saranno al centro del consiglio straordinario di domani sollecitato da un’associazione, il Nastro d’argento: oltre a D’Amario, parteciperanno l’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci, l’assessore regionale alle Politiche sociali Marinella Sclocco, il primario di Geriatria. «Sono stati invitati anche i deputati pescaresi», spiega Antonio Blasioli, presidente del consiglio, «e i rappresentanti del comitato ristretto dei sindaci della Asl per fare il punto su una situazione ultradecennale e non rispettosa delle persone. Il Comune è l’ente più vicino ai cittadini e deve intervenire anche su Geriatria visto che i pescaresi, come tutti gli italiani, diventano sempre più vecchi».
La riunione si aprirà con l’intervento di Paolo Cecamore, presidente del Nastro d’argento: «L’emergenza di Geriatria ormai è cronica, il sovraffollamento è grave e permanente e non si riesce a fermare. Capiamo bene che nessuno sia in possesso della bacchetta magica ma la situazione è inaccettabile e indecente. Medici e infermieri sono eroici: il loro apporto, professionale e umano, non è in discussione e a loro ci sentiamo di fare solo tanti complimenti», dice Cecamore. L’idea del consiglio su Geriatria è nata da una lettera di denuncia del Nastro d’argento mandata a Comune e Regione: «I ricoveri in corridoio, che dimostrano una condizione di sofferenza del reparto chiamato a lavorare sempre al di sopra delle possibilità, hanno ripercussioni sulla riservatezza dei pazienti e anche sulla qualità delle cure», dice Cecamore, «ma oltre alla denuncia di un degrado che conosciamo, vogliamo essere propositivi e lanciare l’idea di istituire un gruppo di lavoro con il compito di monitorare l’andamento del reparto. Inoltre, la condizione di fragilità degli anziani ha bisogno di una rete di assistenza, adesso sicuramente insufficiente e farraginosa, che va dai medici di base fino all’assistenza domiciliare e all’ospedalizzazione acuta e prolungata. Proporremo anche l’istituzione, in Comune e in Regione, di un garante per la condizione degli anziani con il compito di segnalare i punti deboli dell’assistenza e garantire la tutela stragiudiziale delle persone. Poi, servirebbe anche un osservatorio sulle condizioni anziani per raccogliere informazioni e dati». Alla fine del consiglio dovrebbe essere approvato un ordine del giorno: «L’importante», dice Cecamore, «è non sottovalutare più il caso e pensare che se accade una cosa del genere siamo un po’ tutti colpevoli anche se le responsabilità si attribuiscono a seconda delle competenze».
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