Accelerati i lavori per le nuove scogliere

Francavilla al Mare. L’intervento, da realizzare prima dell’estate, non ha bisogno della valutazione di impatto ambientale
FRANCAVILLA AL MARE. Non sarà necessaria alcuna valutazione di impatto ambientale per portare a termine il progetto Ricama, che prevede la realizzazione di undici pennelli, perpendicolari alla costa, nella zona nord di Francavilla al Mare. È la decisione assunta ieri mattina, all'Aquila, nel corso di una riunione convocata negli uffici regionali, proprio per verificare se il progetto di difesa del litorale – intervento per il quale il Comune ha ricevuto un finanziamento pari a 950mila euro da parte della Regione Abruzzo – fosse da sottoporre alla verifica di assoggettabilità, alla luce delle ultime integrazioni richieste da parte della Regione al progettista, che sono state consegnate a metà febbraio.
Al termine dell’incontro, al quale hanno partecipato, oltre a dirigenti e tecnici regionali, il responsabile unico del procedimento per il Comune di Francavilla al Mare, architetto Maurizio Basile e l'ingegnere che ha elaborato il piano, Fabio Linguiti, una rappresentanza dei balneatori, con l’intervento del segretario Sib Confcommercio, Riccardo Padovano, è stato stabilito che non la verifica di assoggettabilità del progetto non è necessaria, che quindi il piano non dovrà passare dal comitato Via per la valutazione di impatto ambientale. In questo modo, i tempi di realizzazione dell’intervento si ridurranno di molto e la procedura per allestire i pennelli in mare prevede adesso che, una volta depositato il progetto definitivo, venga disposta una conferenza dei servizi per acquisire i pareri. In seguito, potrà essere attivata la procedura di evidenza pubblica per arrivare, nei tempi più brevi possibili, alla aggiudicazione dei lavori per la realizzazione del progetto.
In pratica, l'obiettivo del Comune, e l'auspicio dei balneatori, che da mesi segnalano i danni dell'erosione, è che i lavori possano partire prima dell'inizio della stagione estiva. Sempre nel corso della seduta convocata ieri, è stato messo a verbale che Francavilla ha chiesto di poter usufruire di una quota parte del ripascimento che il Comune di Ortona dovrà eseguire, per una quantità di almeno 60mila metri cubi derivanti dal dragaggio del porto. Sabbie che, a quanto pare, sarebbero compatibili con il ripascimento in spiaggia, cosa diversa dal ripascimento a mare (al di là delle scogliere, per il quale l'ente guidato da Antonio Luciani ha richiesto 200mila metri cubi dei fanghi del porto di Ortona destinati alla Torre di Cerrano).
Tale quantitativo faceva parte di una partita di 150mila metri cubi totali destinata al Lido Riccio di Ortona.
«Rilevato che l'erosione sul litorale francavillese è molto più forte e la zona molto più antropizzata», il Comune di Francavilla ha chiesto e ottenuto che una minima parte di quel quantitativo possa essere utilizzato sulle coste francavillesi. Altra sabbia (circa quarantamila metri cubi) che potrebbe essere utilizzata nel corso dell'anno per il ripascimento in mare è quella che è stata dragata nell'alveo del porto turistico in costruzione.
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