«Accetto le scuse ma non alleviano la nostra sofferenza»

26 Settembre 2016

Dopo l’appello su Fb per trovare il responsabile dell’incidente l’uomo risponde alla richiesta del 18enne finito nei guai

PESCARA. È pronto ad accettare le scuse del giovane che ha investito la sua bambina, anche se la sua priorità resta la salute della figlia. All’indomani dell’intervista rilasciata al Centro dal 18enne di Cappelle, D.D.B., che martedì scorso sulla Vestina a Montesilvano ha investito con la Vespa una tredicenne provocandole la frattura di tibia e perone, parla il papà della ragazzina, Marco Brotza che preferisce però non commentare la dinamica fornita dal giovane investitore denunciato per lesioni gravi, fuga e omissione di soccorso.

L’uomo, subito dopo l’incidente, aveva lanciato un appello su Facebook affinché il guidatore del motociclo, che dopo l’impatto era sparito, potesse essere rintracciato. Ora che la polizia stradale è riuscita a rintracciarlo, Brotza si dice sollevato solo in parte, dal momento che questo non allevia il dolore della sua bambina che è stata operata nei giorni scorsi all'ospedale di Pescara e che, seppur dimessa oggi, non potrà tornare a scuola, alla Silone, e dovrà rinunciare alla passione per la ginnastica artistica. È dalla stanza del reparto di Ortopedia, piena di cartelloni e fiori, seduto vicino alla mamma della piccola e all’amichetta del cuore che quel pomeriggio era con lei, che Brotza racconta il suo dramma .

Come sta sua figlia?

Purtroppo non bene. Ha subito un intervento abbastanza delicato, perché la caviglia è fratturata in più parti. Prima dell’intervento ha sofferto tanto e per 48 ore non ha dormito. E anche ora prende antidolorifici e calmanti.

Cosa ha provato quando il responsabile dell'incidente è stato rintracciato?

Sono stato contento. Non sapevo chi fosse, ma ero sollevato che fosse stato trovato.

Il ragazzo ha dichiarato che è pronto a chiedere scusa, siete disposti ad accettarle?

Noi siamo disposti ad accogliere le scuse, anche se finora nessuno l’ha fatto, nonostante queste scuse vadano già in giro sul giornale.

Che sia un ragazzo appena maggiorenne cambia i vostri sentimenti?

Assolutamente no. La sofferenza di mia figlia non cambia in funzione dell’età di chi l’ha ridotta così.

Come si è sentito quando ha saputo dell’incidente?

Malissimo, ho pianto per mezz’ora, anche perché ero a Roma per lavoro e ho potuto raggiungere mia figlia dopo due giorni.

Dopo l’incidente ha lanciato un appello sul web per rintracciare il “pirata” ricevendo la collaborazione di centinaia di persone. Si aspettava tale mobilitazione?

No e sono contento, perché credo abbia contribuito a trovare il ragazzo e spero possa far capire a chi lo ha letto che ci vuole un attimo per fare danni seri.

Qual è il suo timore più grande ora?

Che mia figlia non si rimetta completamente.

L’amica di sua figlia, strattonandola, le ha evitato l’impatto frontale con la Vespa. Cosa prova per lei?

La considero una seconda figlia e le sarò grato per sempre.

Che cosa imparerà sua figlia da questa disavventura?

Continuerà a seguire i nostri consigli attraversando sulle strisce pedonali come quando è stata investita. E imparerà che bisogna avere gli occhi aperti.

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