Accoglienza dei profughi: in 600 rispondono al bando

Si offrono di ospitarli gratis nella propria casa. Trovati anche 66 mediatori La garante dei minori Falivene: «Una grande mobilitazione degli abruzzesi»
PESCARA. Sono circa 600 le famiglie abruzzesi che hanno deciso di aprire le porte della propria casa e accogliere gli ucraini in fuga dalla guerra. Tanti, infatti, hanno risposto all’avviso pubblicato dalla Regione per raccogliere manifestazioni di interesse a partecipare all’accoglienza temporanea. In particolare, in 453 hanno dato la propria disponibilità ad ospitare minori senza genitori. A rispondere sono stati anche in 66 che hanno deciso di impegnarsi direttamente come mediatori culturali e linguistici per favorire l’integrazione e l’assistenza agli ucraini. Dopo la ricognizione, gli elenchi sono stati inviati alle prefetture, al tribunale per i minorenni e alla Protezione civile regionale. Ma il bando è ancora aperto e ci si può ancora candidare per accogliere chi fugge dalla guerra.
«La risposta degli abruzzesi è stata enorme: una manifestazione di solidarietà molto forte e commovente»: così Maria Concetta Falivene, Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Abruzzo, commenta la grande quantità di email ricevute al bando attivato in collaborazione con l’assessorato regionale al Sociale guidato da Pietro Quaresimale, il consiglio regionale presieduto da Lorenzo Sospiri e dalle istituzioni ecclesiastiche.
«Trovo meravigliose, in particolare, le e-mail ricevute da coppie anziane che hanno in casa stanze libere e vogliono metterle a disposizione di bimbi e famiglie ucraine: mostrano che c’è voglia di interfacciarsi tra diverse generazioni, oltre che diverse culture e lingue», continua la garante, che poi ricorda come la raccolta di disponibilità non sia per adozioni o affidi, ma per l’accoglienza temporanea. L’iniziativa è pensata quindi anche per contrastare possibili fenomeni di tratta, traffico e sfruttamento.
I NUMERI DELLA SOLIDARIETà Secondo gli elenchi inviati dalla Regione alle autorità, che poi decidono nel concreto la destinazione di ogni profugo arrivato in Abruzzo – quindi prefetture e tribunale per i minori – sono state innanzitutto messe a disposizione dei rifugiati 19 abitazioni libere. Ci sono poi 118 famiglie o singoli che invece hanno deciso di ospitare interi nuclei nella propria abitazione: 40 nel Pescarese, 35 nel Chietino, 27 nell’Aquilano e 16 nel Teramano. Altre 453 famiglie hanno aperto la propria casa ai minori in fuga dalla guerra senza genitori.
Poi ci sono i 66 mediatori culturali e linguistici che si sono messi a disposizione per supportare gli ucraini e aiutarli a integrarsi, anche a scuola.
La ricognizione della Regione per l’accoglienza temporanea dei profughi, ad ogni modo, è diversa da quella per l’accoglienza diffusa avviata di recente dalla Protezione civile nazionale, a cui non risulterebbero adesioni da parte di associazioni abruzzesi.
L’AVVISO PUBBLICO
L’avviso regionale, ancora valido, è ora pubblicato nella sezione “Emergenza Ucraina” del sito web istituzionale www.regione.abruzzo.it.
Lo scopo è quello di raccogliere «manifestazioni di disponibilità all’accoglienza temporanea dei minori non accompagnati e/o famiglie con minori in fuga dalle zone del conflitto dell’Ucraina o disponibilità di alloggi, nonché all’inserimento in un elenco di mediatori culturali e linguistici, con il compito di facilitare gli ingressi in famiglia». Si legge ancora nell’avviso: «Le due distinte iniziative sono rivolte rispettivamente a famiglie o singoli che abbiano disponibilità all’accoglienza che saranno comunque individuati e selezionati secondo le singole necessità dalle autorità, ed ai mediatori culturali e linguistici, disponibili ad affiancare e supportare gratuitamente il percorso di inserimento».
COME PARTECIPARE
«Si può ancora partecipare e continuano ad arrivare disponibilità dagli abruzzesi», aggiunge Falivene, invitando altri a rispondere all’avviso pubblico. Lo si può fare compilando uno dei due moduli pubblicati insieme al bando e inviandolo all’indirizzo di posta elettronica dedicato ucraina.garanteinfanzia@crabruzzo.it insieme a un documento di identità in corso di validità. «La compilazione e l’invio del modulo costituiscono una manifestazione di interesse e non comportano alcun obbligo da parte delle autorità preposte», specifica l’avviso. (l.t.)

