Accoglienza profughi, Di Domenico contro Ferri

16 Febbraio 2018

L’assessore replica alle accuse del consigliere: «Tagliati fuori dalle decisioni a causa del Pd»

MOSCUFO. «L’unico responsabile della gestione scriteriata dell’emergenza immigrazione è il Pd». La pensa così l’assessore alle politiche sociali di Moscufo Massimo Di Domenico che replica agli strali lanciati dal leader dell’opposizione Mimmo Ferri, del gruppo Moscufo Cambiaverso, contro il sindaco Alberico Ambrosini per l’arrivo in paese di 42 profughi, alloggiati da un circa un mese in un centro d’accoglienza straordinaria (Cas) attivato in una palazzina di via Cristoforo Colombo. La minoranza accusa il primo cittadino di non aver deliberato, l’anno scorso, l’adesione allo Sprar, il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, che avrebbe impedito la nascita del Cas, d’iniziativa privata, e avrebbe consentito al Comune di gestire il flusso dei migranti. Con il parametro del rapporto tra popolazione e numero di richiedenti asilo applicato nell’ambito dello Sprar,
Moscufo con i suoi 3mila abitanti potrebbe ospitare non più di 10 profughi. Parametro che però non viene applicato per i Cas. Ad alimentare ancor di più le proteste a Moscufo, lo sfratto delle famiglie italiane che abitavano nella palazzina di via Colombo, per far entrare i 42 profughi. «Ha una bella faccia tosta Domenico Ferri a parlare dell’apertura del Cas», afferma l’assessore Di Domenico «il partito nel quale milita, il Pd, ha imposto a livello nazionale norme che non tengono in minima considerazione i sindaci e le comunità locali. Il nostro sindaco, come gli altri primi cittadini, è stato tagliato fuori da questa scelta fatta sulla testa del Comune e dei cittadini. Iniziativa non di solidarietà, ma un vero e proprio business per chi ci lucra a danno delle povere famiglie che sono state costrette ad andare via dallo stabile. L’immobile presentava diverse criticità che le autorità competenti hanno affannosamente cercato di sanare, ed è proprio su questo aspetto che l’amministrazione comunale sta puntando l’attenzione». Quando ha saputo dell’arrivo dei profughi, il sindaco Ambrosini ha partecipato a diversi incontri con prefetto e forze di polizia per garantire sicurezza sul territorio, informando i cittadini con un’assemblea. «A differenza del consigliere Ferri che cerca solo visibilità» conclude Di Domenico «il nostro impegno è risolvere il problema, anche con la partecipazione al progetto Sprar che abbiamo deliberato, unica possibilità concessa dalla legge per evitare fenomeni speculativi, anche a danno degli stessi richiedenti asilo, oggetto di un vero e proprio commercio di esseri umani». Un mese fa, dopo l’apertura del Cas, la giunta di Moscufo ha deliberato l’adesione allo Sprar. (g.d.l.)
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