Accoltellato e ucciso in casa

14 Settembre 2015

Omicidio a Penne, ex maresciallo ferito a morte in una rapina. Preso un tossicodipendente

PESCARA. Bloccato sulla porta di casa, spinto all’interno e poi ucciso, dopo una violenta colluttazione. Una morte orribile quella di Gabriele Giammarino, ottant’anni, ex maresciallo dell’Aeronautica in pensione, che ieri mattina, verso le 8 è stato ammazzato nel suo appartamento di via Bernardo Castiglione, a Penne. Per l’omicidio dell’anziano è stato arrestato nel pomeriggio un tossicodipendente quarantenne di Penne, volto già noto alle forze dell’ordine, che avrebbe agito per accaparrarsi i risparmi di Giammarino, un uomo solo, che non si era mai sposato e con pochissimi rapporti con i parenti. Ad occuparsi delle indagini, e ad identificare rapidamente il presunto autore dell’omicidio sono stati i carabinieri, che forniscono una prima ricostruzione dei fatti.

Il tossicodipendente si sarebbe infilato in casa di Giammarino senza troppa difficoltà, considerato che la porta semiblindata non è stata forzata. Non è chiaro come ci sia riuscito, considerato che Giammarino era diffidente e non apriva agli estranei. Il balordo puntava ai soldi e le cose non devono essere andate come si aspettava perché in casa c’è stata una colluttazione, che si è sviluppata in diverse stanze, e l’ottantenne è stato colpito più volte con un’arma da taglio, che poi sarebbe stata recuperata dai carabinieri. Prima di andare via, l’assassino ha appiccato un incendio, forse con l’intenzione distruggere l’intero appartamento e di cancellare qualsiasi traccia, depistando così gli investigatori. Ma ha dato fuoco solo a un materasso, la cui combustione è molto lenta, e il rogo ha creato subito moltissimo fumo, danneggiando un’unica stanza, parzialmente.

I vicini di casa dell’anziano si sono accorti del trambusto e qualcuno ha notato il fumo nero che usciva dall’alloggio per cui è stato lanciato l’allarme e sul posto sono arrivati i vigili del fuoco di Pescara e i carabinieri del Radiomobile di Penne agli ordini del capitano Alessandro Albano.

Entrando in casa i pompieri, che hanno trovato la porta socchiusa, hanno trovato il cadavere di Giammarino a terra, all’arrivo dei soccorritori del 118 è emerso che sul corpo c’erano diverse ferite di arma da taglio e una ferita in testa, provocata o dalla caduta o da un colpo. L’autopsia, che sarà eseguita da Cristian D’Ovidio, chiarirà se quando è stato appiccato l’incendio l’uomo fosse ancora vivo. Sul posto sono arrivati gli uomini dell’Arma del comando provinciale, con il tenente colonnello Giovanni Di Niso, comandante del Reparto operativo, e il maggiore Massimiliano Di Pietro.

Nel giro di pochissimo gli investigatori sono risaliti al tossicodipendente. L’identificazione è stata possibile grazie alle testimonianze di chi lo ha visto allontanarsi da lì, ma anche attraverso le immagini riprese dalle telecamere di un’attività commerciale poco distante. È stato fermato a metà mattinata e condotto in caserma e nel pomeriggio è scattato l’arresto sia per l’omicidio che per l’incendio. Ancora da quantificare il bottino della rapina, sempre che l’uomo sia riuscito a prendere qualcosa.

I primi accertamenti tecnici sono stati eseguiti ieri dagli uomini del Reparto operativo e stamani nell’appartamento dove è avvenuto il delitto, finito sotto sequestro, arriveranno gli uomini del Ris di Roma. Non è chiaro se il quarantenne abbia agito da solo e quando è stato interrogato dal pm, Mirvana Di Serio, e dai carabinieri, non ha risposto alle domande. Poi è finito in carcere.

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