Accolto il ricorso di Iannascoli sul bilancio 2016 del Pescara
PESCARA. Vince una tappa della battaglia giudiziaria, l'ex amministratore delegato del Pescara calcio, Danilo Iannascoli. I giudici del tribunale delle imprese dell'Aquila hanno dichiarato, con...
PESCARA. Vince una tappa della battaglia giudiziaria, l'ex amministratore delegato del Pescara calcio, Danilo Iannascoli. I giudici del tribunale delle imprese dell'Aquila hanno dichiarato, con sentenza, la nullità dell'approvazione del bilancio 2016 della Delfino Pescara 1936 spa, condannando la società al pagamento delle spese. Si tratta solo di un passaggio nel lungo cammino ancora in corso visto che dal titolare della Cimmav, Iannascoli, che detiene ancora oltre il 10 per cento della società, sono stati impugnati anche i bilanci del 2015, 2017 e 2018 che dovranno ancora essere decisi dal tribunale.
La sentenza stabilisce alcune irregolarità nei bilanci del Delfino, dando ragione a Iannascoli che in questa battaglia legale è assistito dagli avvocati Giovanni Di Bartolomeo e Marco Sanvitale. Diversi i punti esaminati e considerati irregolari nella loro rappresentazione in bilancio: dall’illegittima iscrizione di crediti inesistenti o inesigibili per imposte anticipate di circa 3 milioni, alla omessa rilevazione del debito verso il Club Envigado per l'acquisto del calciatore Juan Fernando Quintero Paniagua, dal debito verso la società Oran, ai crediti inesigibili relativi alla scrittura privata per l'acquisto del giocatore Maxi Rodriguez dal Montevideo e via discorrendo: 18 pagine di sentenza dove i giudici sposano le tesi della Cimmav di Iannascoli. Conseguenze immediate però non ci saranno fino a quando la sentenza non diventerà definitiva e quindi dopo lo scontato appello e l’eventuale ricorso in Cassazione. Il Pescara calcio ha replicato prendendo «atto della decisione del tribunale», e «rendendoci disponibili ad assumere ogni iniziativa di legge qualora dovesse divenire definitiva». La società si dichiara tranquilla «poiché ha dimostrato con i bilanci successivi l’assoluta veridicità di quanto deliberato, soprattutto sulla voce delle imposte a oggi pienamente recuperate».
Maurizio Cirillo

