Accordo con l’università: un Centro studi a Popoli

27 Dicembre 2014

Vecchi immobili all’interno della Riserva saranno messi a disposizione dal Comune per consentire di controllare la salute delle acque delle sorgenti

POPOLI. Vecchi immobili all'interno della Riserva delle Sorgenti di Capo Pescara di proprietà privata appartenenti alla famiglia degli eredi Pescara. Il Comune da tempo ha intenzione di acquisirli, ma l'acquisto è bloccato dalla spending rewiew. Resta in corso la trattativa per un utilizzo finalizzato a dare un impulso allo sviluppo e alla valorizzazione del luogo protetto.

«La trattativa», spiega l'assessore all'Ambiente Giovanni Diamante, «è ormai in dirittura d'arrivo. Si basa su un temporaneo, provvisorio affitto degli stabili fino a quando non ci saranno le condizioni per poterli acquisire al patrimonio comunale così come previsto nel Piano di gestione della Riserva.

«Perché questo interesse? ll Comune di Popoli», continua l'assessore, «ha stilato un protocollo d'intesa con l'università dell'Aquila - dipartimento di Medicina clinica, sanità pubblica, scienze della vita e dell’ambiente (Mesva) - per l'allestimento di un Centro studi sulle acque delle sorgenti, e dovrà quindi mettere a disposizione i locali che serviranno da foresteria per gli studenti e i docenti che verranno a studiare le sorgenti. Saranno allestiti laboratori dove sarà possibile immagazzinare le campionature, sarà costituito il Museo dell'Acqua che consentirà ai visitatori della Riserva di poter apprezzare e studiare la grande biodiversità vegetale e animale delle aree protette. La Riserva può dotarsi finalmente di una struttura di servizio che potrà essere utilizzata anche dai numerosi visitatori. Le attività di studio che riusciamo a condurre sulle acque delle risorgive grazie alla collaborazione del dipartimento di Biologia dell'università dell'Aquila, consentiranno di monitorare costantemente la purezza del nostro patrimonio acquifero e il suo stato di salute, nonché la sua inimmaginabile bio diversità». Gli stabili per essere dichiarati funzionali all'uso dovranno essere ristrutturati. L'accordo con la proprietà prevede che a eseguire i lavori dovrà essere il Comune e da una ricognizione tecnica già effettuata si stima che dovranno essere investiti circa 20mila euro.

«La somma», chiarisce Diamante, «sarà un controvalore del canone di affitto che ci consentirà di stare tranquilli per almeno un paio d'anni. I locali, poi, dovranno essere forniti di tutti quei presidi idonei a poter svolgere attività di studio, ricerca e di accoglienza degli studenti». L'iniziativa dell'amministrazione viene ben accolta dalla direttrice della Riserva Piera Lisa Di Felice, che potrà contare sull'apporto qualificato del dipartimento universitario per controllare la salute delle Sorgenti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA