Accusato di tradimento e gettato nel fiume

San Cetteo, patrono della città di Pescara e dell’arcidiocesi Pescara-Penne, viene ricordato come santo e martire della chiesa cattolica per il martirio subito nel 597. È il vescovo di Amiterno al...
San Cetteo, patrono della città di Pescara e dell’arcidiocesi Pescara-Penne, viene ricordato come santo e martire della chiesa cattolica per il martirio subito nel 597. È il vescovo di Amiterno al tempo dell’invasione longobarda della penisola italica, durante il papato di Gregorio Magno. All’epoca due capi longobardi, Alai e Umbolo, occuparono Amiterno, e Cetteo si rifugia perciò a Roma.
Per sedare il malcontento degli abitanti, i longobardi ottengono il ritorno del vescovo. In seguito nasce un dissenso tra Umbolo e Alai, che porta avanti un’azione militare per occupare la città. Cetteo tenta di intercedere affinché Umbolo rinunci a condannare a morte Alai, ma viene per questo sospettato di connivenza col traditore, e condannato a morte lui stesso. Il boia si rifiuta di eseguire la sentenza, e così Cetteo viene gettato nel fiume Aterno con una grossa pietra al collo. Il corpo del santo viene trasportato dalla corrente fino alla foce del fiume, dove viene rinvenuto e sepolto, in una tomba dove in seguito avviene un miracolo. (a.r.)
Per sedare il malcontento degli abitanti, i longobardi ottengono il ritorno del vescovo. In seguito nasce un dissenso tra Umbolo e Alai, che porta avanti un’azione militare per occupare la città. Cetteo tenta di intercedere affinché Umbolo rinunci a condannare a morte Alai, ma viene per questo sospettato di connivenza col traditore, e condannato a morte lui stesso. Il boia si rifiuta di eseguire la sentenza, e così Cetteo viene gettato nel fiume Aterno con una grossa pietra al collo. Il corpo del santo viene trasportato dalla corrente fino alla foce del fiume, dove viene rinvenuto e sepolto, in una tomba dove in seguito avviene un miracolo. (a.r.)

