Acerbo: parco nord, no al cemento

22 Maggio 2020

Appello ai consiglieri per bocciare gli edifici previsti nel Masterplan

PESCARA. Una «presa in giro», un «imbroglio», una «operazione messa in piedi per reintrodurre il cemento su aree vincolate a verde pubblico». Con queste parole roventi Rifondazione comunista, attraverso il segretario nazionale Maurizio Acerbo e il segretario provinciale Corrado Di Sante, bolla il Masterplan “Porta nord”, ossia la grande area verde al confine tra Pescara e Montesilvano.
La zona a ridosso della riserva naturale di Santa Filomena, tra la strada parco e il mare, è al centro di un’imponente riorganizzazione del Comune che prevede la realizzazione di un parco urbano ricco di attrezzature sportive e ricreative. Ma non solo. Tra le pieghe del progetto è previsto un «atterraggio» di volumi edificatori in una zona compresa tra il complesso sportivo Le Naiadi e la sede del Corpo forestale dello Stato, già vincolata a verde pubblico fin dal 2003. Da quando, cioè, al termine di una lunga battaglia in consiglio comunale condotta da Rifondazione comunista, fu approvato il cosiddetto “Piano delle invarianti” che vincolava a verde pubblico queste zone di pregio. In sostanza adesso, con i nuovi diritti edificatori inseriti sottotraccia nel Masterplan, si consentirebbe nuovamente ai costruttori di realizzare nuovi edifici. L’appunto a questo passaggio del Masterplan è stato mosso nei giorni scorsi anche da Coalizione civica ed è stato cristallizzato in due differenti osservazioni, inviate al Comune e firmate dagli esponenti di Rifondazione e Coalizione civica.
«È vergognoso», rimarca Acerbo, «che il Comune, dopo aver sconfitto negli anni scorsi in sede di giustizia amministrativa, al Tar e al Consiglio di Stato, i proprietari privati che avevano presentato vari ricorsi, oggi venga meno all’interesse pubblico e restituisca loro la possibilità di costruire». Acerbo e Di Sante si rivolgono al sindaco Carlo Masci e ai consiglieri che nei prossimi giorni, vista la conclusione della fase delle osservazioni al Masterplan, saranno chiamati a votare in aula il nuovo strumento urbanistico e la variante al Piano regolatore che prevede la trasformazione di aree vincolate a verde pubblico in zone edificabili.
«Sono innegabili gli interessi dei costruttori», evidenzia Acerbo, «loro spingono alla realizzazione di palazzine vista mare all’interno della pineta. Ma noi speriamo di sventare questo ulteriore tentativo, come già accaduto in passato, confidando che possano sposare questa battaglia la maggioranza dei consiglieri e il sindaco Masci, il quale già in passato si era espresso a favore della realizzazione di un parco urbano qui. È giusto», conclude Acerbo, «che al posto di un canneto abbandonato si realizzi un parco urbano, d'altronde il Comune ha già ricevuto dalla Regione tre milioni di euro per acquisire le aree verdi e fare gli espropri di pubblica utilità».
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