Acerbo: «Un regalo alla lobby abruzzese dei cacciatori»

20 Agosto 2024

PESCARA. «La giunta Marsilio apre la caccia ai cervi per clientelismo venatorio. Sono molti anni che la lobby dei cacciatori preme sulla politica regionale per ottenere la riapertura della caccia ai...

PESCARA. «La giunta Marsilio apre la caccia ai cervi per clientelismo venatorio. Sono molti anni che la lobby dei cacciatori preme sulla politica regionale per ottenere la riapertura della caccia ai cervi in Abruzzo». Lo dice Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, in conferenza stampa a Pescara. «La delibera dell'8 agosto viene da lontano. Già nel periodo 2012-2014, durante la giunta Chiodi, dovemmo fare le barricate per impedire all'allora assessore Mauro Febo di inserire cervi e caprioli tra gli ungulati a cui si sarebbe potuto sparare. Per fermarlo furono necessari prima un ricorso al Collegio delle Garanzie statutarie e poi l'ostruzionismo in consiglio regionale. Quello che non riuscì a fare la destra lo fece il centrosinistra: la giunta D'Alfonso approvò - senza opposizioni - una modifica al Regolamento per la gestione faunistico-venatoria degli ungulati che prevedeva la possibilità di cacciare selettivamente cervi e caprioli per controllarne le popolazioni esistenti sul territorio regionale. Non a caso nella delibera della giunta Marsilio viene citato il Regolamento regionale del 2017, in particolare l'articolo 19 che dispone in merito ai Piani di gestione dei cervidi. Dopo quel regolamento», prosegue Acerbo, «è arrivata nel settembre 2020 l'approvazione Piano faunistico venatorio regionale che prevedeva azioni di monitoraggio e l’eventuale avvio del prelievo in caccia di selezione».
«Insomma», conclude il segretario nazionale di Rifondazione comunista, «da anni si lavora per creare le condizioni per la riapertura della caccia ai cervi. L'emergenza è un'invenzione, la realtà è la continua pressione della lobby dei cacciatori a cui la politica regionale non sa dire di no». (c.s.)