Acqua alla Puglia, ecco la mail per analizzare le sorgenti a Bussi

5 Settembre 2024

L’Acquedotto Pugliese ha chiesto ai vertici della Regione l’accesso ai pozzi per i prelievi sul Tirino Il presidente del consiglio regionale preannuncia il no: «Non possiamo soddisfare la richiesta»

PESCARA. «Richiesta accesso pozzi Abitato di Bussi sul Tirino». È questo l’oggetto di una mail inviata dall’Acquedotto Pugliese spa alla Regione Abruzzo per ottenere il permesso di analizzare l’acqua della sorgente Basso Tirino. La mail è stata spedita il 2 settembre scorso. E non è la prima: nei giorni precedenti, l’Aqp aveva chiesto il permesso per «l’esecuzione di analisi chimiche» anche all’Aca, l’azienda acquedottistica che gestisce e porta l’acqua in 64 comuni del Pescarese, Chietino e Teramano. L’Acquedotto Pugliese va avanti con il suo piano per trasferire l’acqua del Tirino alla Puglia attraverso una conduttura lunga centinaia di chilometri.
UN ALTRO PASSO La richiesta di esaminare l’acqua della Val Pescara segue uno studio, commissionato dall’Aqp al Politecnico di Bari e all’università d’Annunzio di Chieti Pescara per un importo di 100mila euro, che ha svelato la fattibilità dell’affare: «Le acque della sorgente del Basso Tirino presentano interessanti prospettive di sfruttamento a uso idropotabile» con «capacità di captazione stimata di almeno 4-5 metri cubi al secondo», cioè 4mila-5mila litri al secondo. Lo studio è stato avviato nel 2022; nel 2020, l’Aqp ha inserito nel proprio piano industriale l’investimento per portare l’acqua abruzzese in Puglia.
SCAMBIO DI MAIL La ricerca è stata conclusa nei mesi scorsi: adesso, l’Aqp ha necessità di conoscere nei dettagli le componenti dell’acqua. Nella mail inviata alla Regione, l’Acquedotto Pugliese rivela anche la risposta ricevuta dall’Aca: «Ci è stata data indicazione della necessità di raccogliere prima il nulla osta al prelievo da parte di codesto spettabile ente, in qualità di “Ente controllore e programmatore”». In un’intervista al Centro, Donato Di Matteo, consigliere comunale di opposizione ma anche consigliere cda dell’Aca, ha dichiarato che l’Aca ha «rigettato» la richiesta dell’Aqp rimandando la decisione alla Regione. E allora, alla Regione, l’Acquedotto Pugliese «chiede di voler cortesemente autorizzare e favorire l’accesso ai pozzi, per consentire i necessari prelievi». Nel dettaglio si tratta di «due campionamenti dai pozzi situati nell’abitato di Bussi sul Tirino, attività per la quale necessita quindi l’accesso del biologo incaricato al campionamento». La mail spiega che l’Aqp ha commissionato «alla Eco-Servizi srl, che legge per conoscenza, l’esecuzione di analisi chimiche». Gli esami, dice la società, sono necessari «per il completamento di alcuni studi sulle potenzialità della sorgente del Basso Tirino». La mail porta la firma del geometra Massimo Biscozzi della Direzione Ambiente ed Energia Nuovi Schemi Idrici Acquedotto Pugliese. La nota si conclude con la certezza che il permesso arriverà: «Certi di un positivo accoglimento della richiesta, nel ringraziarvi per la disponibilità, rimaniamo in attesa di riscontro e a disposizione per ogni ulteriore necessità».
SOSPIRI DICE NO Ma, secondo il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri (Forza Italia), quel permesso non dovrebbe essere concesso: «Allo stato attuale», dice il presidente, «l’acqua abruzzese non è vendibile né cedibile, pur comprendendo le esigenze dei nostri amici pugliesi, pur nel rispetto del principio di solidarietà, ma non è accettabile pensare di imporre ai nostri cittadini rinunce, sacrifici, e poi cedere la nostra risorsa idrica ad altre regioni. E sarà questa la posizione che istituzionalmente continueremo a difendere». E Sospiri parla anche della posizione assunta dall’Aca: «Apprezziamo la posizione del consigliere Di Matteo che è perfettamente in linea con la posizione già espressa dalla Regione. Bene ha fatto l’Aca a bloccare l’iter autorizzatorio circa la richiesta dell’Acquedotto Pugliese di poter fare le analisi dei pozzi di Bussi per valutare la qualità della risorsa idrica, perché non rientra tra le sue competenze. Ed è evidente», osserva Sospiri, «che spetta all’Ersi e alla Regione Abruzzo, ora, seguire istituzionalmente la vicenda, partendo dalla consapevolezza generale che l’Abruzzo ha bisogno della propria acqua vista l’emergenza idrica che anche noi stiamo vivendo». Il presidente dice un no secco alla Puglia: «La Regione Abruzzo farà fronte comune per difendere i diritti dei nostri cittadini». E se non fosse già abbastanza chiaro, Sospiri aggiunge: «Mentre la Regione Abruzzo sta cercando di gestire la situazione, pianificando investimenti sulla rete regionale per cancellare eventuali perdite, facendo attivare nuovi pozzi, realizzando campagne di comunicazione per sensibilizzare i cittadini a un uso consapevole della risorsa idrica, è chiaro che non possiamo soddisfare l’eventuale richiesta dell’Acquedotto Pugliese».
MARSILIO Sospiri non è l’unico a schierarsi sul no: sulla stessa linea anche i consiglieri regionali di maggioranza Emiliano Di Matteo (Forza Italia) e Nicola Campitelli (FdI). Finora il presidente della Regione Marco Marsilio di FdI è rimasto in silenzio: Pd, Rifondazione comunista e Forum H2O invocano una presa di posizione. Che potrebbe arrivare presto.