Acqua, ancora emergenza: 5mila famiglie in difficoltà

Oggi disagi a San Donato e Fontanelle. Scoppia la polemica per una perdita sotto l’ex sede della Regione: Blasioli accusa l’Aca, Brandelli minaccia azioni legali
PESCARA . Un’altra nottata difficile per cinquemila pescaresi: niente acqua dalle 22 di stasera alle 6 di domattina per chi risiede tra Colle Santo Spirito, via San Donato, via Fontanelle, via Caduti per Servizio e via Ventre d’Oca. E dalle 22 di lunedì si replica, con l’ultima delle chiusure programmate dall’Aca nel periodo 20-27 ottobre per ovviare alle carenze idriche preventivate da marzo.
L’azienda sta cercando di fronteggiare il disagio come può, tra razionamenti, riparazioni di reti colabrodo e programmazione di interventi radicali. Allo stesso tempo si barcamena tra proteste dei cittadini e polemiche dei politici. L’ultima è quella del consigliere regionale del Pd, Antonio Blasioli, sulla vecchia sede della Regione in viale Bovio, a suo dire invasa da acqua potabile, che ha provocato la piccata replica della presidente Aca Giovanna Brandelli, pare che Blasioli abbia fatto « un bel buco nell’acqua».
«SCONVOLGENTE SCOPERTA» Così Blasioli definisce quanto denuncia e diffonde con video sui social. «L’acqua scorre a fiotti a causa di una vistosissima perdita che nessuno ripara e nessuno va a vedere», tuona, «eppure la segnalazione era stata fatta all’Aca». Il consigliere mostra uno scenario disastroso mentre 5mila pescaresi restano con i rubinetti a secco. I responsabili? «Governo regionale di centrodestra» e «Aca che ha una governance amica della maggioranza regionale», il cui cda «di fronte a un problema così grande affrontato così male dovrebbe dimettersi». Ma anche «il sindaco Carlo Masci che dovrebbe urlare contro Aca, promuovere azioni di tutela e chiedere le dimissioni di chi la governa».
LA REPLICA DAL COMUNE Da palazzo di città il vice sindaco Gianni Santilli parla di «ennesimo scomposto e vuoto attacco politico al sindaco sulla vicenda dei disservizi Aca. Masci non ha mai mancato di muovere pubblicamente motivate critiche e fermi richiami all’Aca», rivendica Santilli, che rinfaccia a Blasioli «che l’Aca da tempo ormai immemorabile è una “riserva” di poltrone che il Pd ha gestito con i risultati che tutti vediamo».
LA BRANDELLI SUL POSTO Nel bailamme di polemiche la presidente dell’Aca va sul posto «insieme a tre tecnici e con scarpe antinfortunistiche, mentre Blasioli era in completo per una videointervista», fa notare con sarcasmo. «L’Aca non è stata avvisata attraverso i canali istituzionali», precisa la Brandelli, «le segnalazioni non possono essere fatte agli amici degli amici, ma vanno formalizzate al numero verde o on line: così si aprono gli ordini di manutenzione».
INTERVENTO NON DOVUTO «Aca non fa l’idraulico, ma il gestore idrico che controlla e gestisce la rete pubblica: non opera su luoghi privati», incalza la Brandelli, che comunque vuole verificare se effettivamente ci siano «enormi perdite di acqua potabile». Ed emerge che «il contatore di acqua potabile della Regione non gira, quindi non c’è un consumo di acqua potabile, e nella zona non ci sono reti di adduzione Aca», taglia corto, aggiungendo anche che «per eliminare ogni dubbio è stato fatto un prelievo per escludere che si tratti di acqua potabile. Questa iniziativa del consigliere è un esempio di come si ostacola attivamente l’interesse pubblico: chiedere l’intervento di Aca quando non ha competenza distrae gli operatori dal servizio sul territorio», accusa infine la Brandelli, «il sillogismo avanzato da Blasioli fra una disfunzione delle reti interne della Regione e la crisi idrica conclamata da marzo è strumentale e fuorviante, e merita un’azione legale».

