Acqua contaminata ai Colli e in provincia

Parametri oltre il limite nella sorgente Vitella d’Oro di Farindola. L’Aca avvia altri controlli e avverte: va usata solo bollita
PESCARA. Usare l’acqua di rubinetto a fini alimentari solo dopo averla bollita. È la raccomandazione che l’Azienda consortile acquedottistica (Aca) ha fatto arrivare ieri a dieci comuni della provincia di Pescara, compreso il capoluogo adriatico, dopo le analisi effettuate dalla Asl, due giorni fa, alla sorgente Vitella d’Oro di Farindola. Gli esami hanno fatto emergere il superamento dei limite di un parametro, Clostridium perfingens, e l’Aca ha attivato i controlli di propria competenza. Ma nel frattempo, e «fino a nuove disposizioni», ha fatto presente ai cittadini, attraverso i Comuni, che «si può utilizzare l’acqua ai fini alimentari solo previa bollitura». Una indicazione che viene impartita «in via precauzionale».
Cinque comuni sono interessati per l’intera estensione del territorio e sono Cappelle sul Tavo, Collecorvino, Loreto Aprutino, Moscufo e Picciano. In altri comuni, ci sono delle esclusioni, cioè delle zone che si salvano da questo problema.
A Penne, l’invito di Asl e Aca riguarda l’intero territorio esclusi contrada Roccafinadamo, Villa Degna, Colle Maggio e Colle Trotta. A Pianella sono escluse invece le frazioni di Cerratina, Castellana, Vicenne Sud, Conoscopane, Nardangelo e Morrocino.
A Pescara sono coinvolte solo delle zone: strada Valle Furci, strada Valle Ferzetti, via Valle Furci, strada Vicinale Valle Ferzetti, strada Colle Caprino, via Vado del Sole, e il tratto di via Colle Innamorati da Strada Valle Furci a via Colle Innamorati numero 343.
A Montesilvano le aree interessate sono queste: Colle Arena alta, Colle della Selva, Collevento, Macchiano, Barco e zone limitrofe, via De Gasperi e traverse. A Spoltore, infine, la raccomandazione riguarda Villa Santa Maria, Caprara, Spoltore centro storico e zone limitrofe.
A ottobre dell’anno scorso ci sarebbe stato proprio il batterio Clostridium perfringens all'origine degli oltre 200 casi di infezione gastrointestinale registrati in a San Valentino e dintorni, con un allarme generale tra la popolazione.

