Acqua contaminata, scontro tra 2 Comuni

L’amministrazione di Scafa chiede un risarcimento a San Valentino dopo i casi di gastroenterite
SCAFA. Scafa chiede risarcimento per la carenza di acqua. L'emergenza idrica, scattata un mese fa nei territori dei Comuni di San Valentino e di Scafa, è oggi rientrata dopo che la distribuzione dell'acqua, attinta dal serbatoio Colli dell'acquedotto Orfento, gestita dal Comune di San Valentino, è stata trasferita all'Aca. Un allarme scattato dopo le segnalazioni di casi di dissenteria, soprattutto dai residenti di contrada Colli di Scafa e di altre località di San Valentino. Circostanze che, in quel frangente, indussero il sindaco Maurizio Giancola a pubblicare un avviso a «non utilizzare l’acqua se non previa bollitura, in attesa di avere i risultati delle analisi della Asl su prelievi di acqua eseguiti sulla rete di distribuzione».
Il responso della Asl confermava l'inibizione dell’utilizzo dell’acqua erogata per le utenze di San Valentino (via Di Vittorio) e l’uso dell’acqua del serbatoio Colli se non prima bollita. L'Aca altresì confermava che l'acquedotto Orfento era staccato dal serbatoio Colli, rifornito dall'acquedotto La Morgia, mentre le utenze interessate venivano approvvigionate con acqua di cisterne e serbatoi esterni. Nei giorni 19 e 20 ottobre Asl e Aca comunicavano il ritorno alla normalità e confermavano l'utilizzo dell'acqua per scopi alimentari sempre però previa bollitura.
Un storia lunga che ha tenuto in ansia intere popolazioni generando molti disagi. Oggi si è tornati alla normalità dopo che la distribuzione dell'acqua potabile avviene dai serbatoi gestiti dall'Aca. Ma il Comune di Scafa chiede ristoro: «Spetta ora alle autorità competenti», si legge nelle risoluzioni del consiglio comunale, «individuare le eventuali responsabilità di un disastro che ha generato difficoltà nel paese e mandato in ospedale per dissenteria circa 200 cittadini di Scafa e quasi il doppio di San Valentino alcuni dei quali richiesto il ricovero ospedaliero». «Gli eventuali autori di omissioni e/o di comportamenti negligenti non possono rimanere impuniti». Ed ancora prosegue Giancola: «Il Comune di San Valentino con diverse note e comunicazioni ai propri cittadini ha cercato o meglio sta cercando di far ricadere le proprie responsabilità in capo al presunto consorzio di bonifica dell’Orfento ed ai Comuni originariamente associati. Il consorzio Orfento non è operativo da anni, privo da decenni di una struttura tecnica e amministrativa. L’unico gestore dell’impianto acquedottistico di San Valentino è esclusivamente il Comune di San Valentino che quindi è il responsabile».

