Acqua per irrigare, tregua sul caro tariffe

Il consorzio Bonifica centro: al vaglio le rateizzazioni. E il comitato chiede di anticipare la stagione
POPOLI. Rateizzazione di migliaia di euro di tributi; prolungamento della stagione irrigua oltre il 15 ottobre; lotta all’abusivismo, investimenti ed efficientamento delle reti idriche. Con questi presupposti è stata siglata una tregua tra il Consorzio di Bonifica centro (competente su una superficie di 192.314 ettari, con 78 Comuni consorziati, di cui 44 in provincia di Pescara, 25 su Chieti e 9 a Teramo) e i sindaci in rappresentanza dei cittadini tartassati dalle tariffe, a loro dire, maggiorate e peggiorate dalla scarsità di servizi. Nei giorni scorsi si è svolto, in «un clima di collaborazione istituzionale», come fa sapere il Consorzio di bonifica, «un incontro tra i vertici del Consorzio, il commissario Daniela Valenza; il direttore generale Stefano Tenaglia e il dirigente tecnico Cesare Garofalo; con i sindaci di Moscufo, Pianella, Loreto Aprutino, Popoli, Cepagatti, Collecorvino, Spoltore, Scafa, Alanno, Rosciano, Cappelle e Nocciano, per fare il punto.
Valenza spiega che i sindaci «hanno chiesto innanzitutto lo spostamento del termine di chiusura della stagione irrigua, attualmente previsto al 15 ottobre e il Consorzio si è impegnato a interessare gli uffici regionali competenti. Sulle tariffe abbiamo spiegato che siamo in attesa della prossima udienza del Tar di Pescara, e dunque in questa fase non riteniamo possibile una modifica delle imposizioni, oggetto di giudizio. In ogni caso sono allo studio piani di rateizzazione». I sindaci hanno anche chiesto la sistemazione delle reti, soggette a continui guasti e rotture.
Insoddisfatto il comitato Bonifica Sostenibile, presieduto da Gabriele Trovarelli: «Il prolungamento della stagione irrigua», precisa, «serve a pochissimi agricoltori, mentre quello che servirebbe ai più (oltre avere l’acqua l’estate senza continue rotture delle tubazioni) è l’anticipo del servizio già da febbraio, proprio per i cambiamenti climatici in atto. Ben venga la lotta agli allacci abusivi. E quanto agli investimenti, ricordiamo che il Consorzio ha in bilancio negli anni di gestione commissariale ben 41 milioni di euro di entrate in conto capitale accertate, per la metà eredità della giunta D’Alfonso e incassati solo per 15 milioni, per l’altra metà non ancora incassati e quindi non spesi».
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