Acqua razionata, ora è allarme L’Aca: servono 7 giorni di piogge

Sorgenti e serbatoi sono a capienza ridotta a causa della mancanza di precipitazioni da settimane Il direttore Livello: «Terremo bassi i flussi di erogazione nei comuni fino all’arrivo dei temporali»
PESCARA. È necessaria almeno una «settimana di pioggia incessante» per «ricaricare» totalmente sorgenti e serbatoi non ancora completamento a secco, ma di sicuro in affanno a causa della mancanza di precipitazioni, ormai da settimane. Se non pioverà nei prossimi giorni, come anche gli stessi meteorologi ammettono, almeno per quanto riguarda la costa, la situazione diventerà ancora più critica.
Il direttore dell'Aca, l'ingegner Lorenzo Livello, rilancia un nuovo allarme idrico a distanza di pochi giorni e dal primo, risalente al marzo scorso, in pieno lockdown, quando invitò i cittadini a non sprecare l'acqua altrimenti l'azienda si sarebbe vista costretta a chiudere i rubinetti.
Così è stato in questa strana estate del Covid col turismo in ripresa ad agosto e le presenze raddoppiate in certe località che hanno, giocoforza, dovuto aumentare l'erogazione in abitazioni e alberghi.
Appelli antispreco ripetuti dai vertici Aca in continuazione, per sei mesi, intervallati da razionamenti dei livelli idrici e chiusure dei rubinetti nelle ore notturne a Pescara e un po' in tutti i 61 comuni gestiti dall'azienda acquedottistica, che rende note le prossime chiusure o riduzioni fino al 15 settembre. Tra riduzioni dei flussi e interruzioni totali, oggi si prevedono disagi per circa 64mila abitanti tra Pescara e provincia.
Ingegner Livello, ci attendono giorni difficili?
«Dopo Ferragosto, abbiamo sperato che il meteo ci venisse in aiuto. Così non è stato, lo scroscio di una giornata, come accaduto giorni fa, non è sufficiente a ricaricare serbatoi e sorgenti. Ci vogliono piogge insistenti di giorni e giorni, almeno una settimana di precipitazioni incessanti per pensare a un lento ritorno alla normalità. Basterebbe anche un calo delle temperature per ridurre i consumi, che nelle zone costiere, ad esempio, sono stati alti a causa dell'elevata presenza turistica».
Con la siccità, le sorgenti si stanno asciugando?
«Continua una progressiva riduzione dei livelli di acqua. Alla sorgente Vitella d'Oro di Farindola, che normalmente eroga 200-300 litri al secondo, il livello sta scendendo di 2-3 litri al secondo ogni giorno. All'acquedotto Giardino di Popoli che eroga 1000 litri al secondo, l'abbassamento è di 15 litri al secondo ogni mese».
Quali i danni per l'agricoltura?
«Con i problemi di approvvigionamento idrico per consentire le irrigazioni, le produzioni dei raccolti calano e i prezzi di frutta e ortaggi rischiano di aumentare».
Che cosa accadrà se le piogge non arriveranno?
«Manterremo le turnazioni delle riduzioni sui comuni fino all'arrivo dei temporali, dai nostri monitoraggi meteo almeno fino alla metà di settembre. Poi si vedrà. In ogni caso, anche per il futuro, terremo preventivamente bassi i flussi di erogazione per non trovarci in difficoltà in caso di nuove siccità e per consentire, quindi, a tutti di mantenere il servizio. Sulla città di Pescara non possiamo chiudere tutti gli impianti perché ci sono reti di tubature fragili. In centro, tra corso Vittorio Emanuele e viale D'Annunzio, ci sono vecchie strutture in cemento che potrebbero non reggere a certe pressioni, mentre le reti più forti sono di acciaio e polietilene. Verso questa direzione stanno andando le ristrutturazioni che stiamo pianificando, ma ci vogliono fondi».
È vero che i cittadini sprecano l'acqua e la usano in maniera impropria come ad esempio per lavare l'auto o innaffiare terreni, ma è anche vero che molti reti Aca sono colabrodo da decenni.
«Sì, ne abbiamo ereditate diverse. La situazione più critica in questo momento è sul territorio chietino. Con le attuali tariffe, non riusciamo a fare investimenti in un colpo solo. Per rifare i tratti di adduttrici servono 120 milioni di euro, abbiamo chiesto aiuto alla Regione. La media delle perdite è del 40 per cento».
Quanto costa l'acqua ai cittadini?
«Un euro e 7 centesimi a metro cubo. In Germania costa 4 euro, siamo il Paese meno caro al mondo. Una persona consuma in media 200 litri di acqua al giorno, una famiglia di tre persone fino a 600 litri. In un anno la spesa delle famiglie per l'acqua è di circa 400 euro».
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