Acqua, un’altra settimana di disagi Rubinetti a secco fino al 12 luglio

L’Aca annuncia nuovi stop all’erogazione idrica notturna in diversi Comuni, a partire da questa sera A Pescara sono interessati i Colli e San Silvestro. La società avverte: «Le sorgenti sono quasi a secco»
PESCARA. È prevista un’altra settimana di disagi per la mancanza dell’acqua in alcuni Comuni. L’Aca ha segnalato nuove chiusure e riduzioni idriche a partire da stanotte e fino al 12 luglio. «Vista la situazione di carenza idrica delle sorgenti e l’incremento dei consumi», si legge nella nota inviata, «trasmettiamo la nuova programmazione delle chiusure e riduzioni idriche». Segue l’elenco dei Comuni interessati.
Si tratta di Caramanico Terme, Cepagatti, Città Sant’Angelo, Pianella, Rosciano, Manoppello, Spoltore, Pescara e Francavilla. A Pescara, la zona interessata alla chiusura è San Silvestro, mentre le riduzioni idriche riguarderanno il rione dei Colli, strada Colle Scorrano e traverse, strada Colle di Mezzo e traverse.
Le chiusure andranno dalle 22 fino alle 6 del giorno successivo. Si tratta di interventi necessari, perché la situazione delle sorgenti non è affatto buona. Lo aveva avvertito nei giorni scorsi la presidente dell’Aca Giovanna Brandelli. «Purtroppo c’è una riduzione della capacità delle sorgenti», aveva spiegato la presidente, «dobbiamo invitare tutti i cittadini a non sprecare l’acqua. Ricordo che ci vogliono le autoclavi nei condomini, perché non può pretendere di avere l’acqua normalmente chi vive al settimo piano e non ha l’autoclave».
«Noi stiamo pagando oggi gli errori del passato», aveva fatto presente Brandelli, «oggi le reti sono tutte deteriorate perché non si rispettavano le pressioni massime di rete. L’uso sostenibile delle risorse idriche prevede che ci siano delle pressioni stabilite nelle condotte che in passato sono state puntualmente superate per mandare l’acqua al settimo piano». «A 5 metri di altezza dal suolo è già necessaria l’autoclave», aveva avvertito, «in passato non c’erano delle norme tecniche e ora ci sono e vanno rispettate per risparmiare la vita delle condotte e delle risorse idriche. Ma dobbiamo anche considerare che è in atto un cambiamento climatico, ci sono delle segnalazioni fatte dai tecnici che dicono che nel 2030 ci sarà una grande crisi idrica nazionale, per cui noi dobbiamo correre per fare l’uso sostenibile dell’acqua e anche dobbiamo ipotizzare il riutilizzo delle acque reflue per gli usi industriali». «Queste sono le prospettive su cui dobbiamo lavorare», aveva concluso, «e stiamo cercando di capire come muoverci sul riutilizzo delle acque depurate, perché se l’uso irriguo e l’uso industriale vengono sottratti alla risorsa idrica, avremo più acqua potabile per tutti».
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