Acquista titoli-spazzatura Pensionato ottiene il rimborso

28 Gennaio 2018

Oltre quindici anni fa rilevò obbligazioni della Cirio, poi entrata in crisi, per circa 42mila euro La Cassazione respinge anche l’ultimo ricorso della banca: il risarcimento ammonta a 80mila euro

PESCARA. La Deutsche Bank spa condannata in via definitiva a rimborsare, con tanto di interessi maturati in oltre 15 anni di battaglie legali, obbligazioni della Cirio, azienda poi entrata in crisi con grande strascico di polemiche e creditori, vendute ad un cliente a Pescara «in mancanza di adeguata informazione sui rischi connessi all’investimento».
Emilio Virtuoso, direttore di Dogana ora in pensione, ha dunque riavuto dalla banca tedesca circa 80mila euro, parte in copertura delle spese legali e il resto per la somma, comprensiva dunque di interessi, che aveva investito nel 2001, ovvero circa 42mila euro di risparmi. «Con i bancari avevo un rapporto di assoluta fiducia», racconta, «dunque quando mi proposero di comperare le obbligazioni della Cirio accettai. Circa un anno e mezzo dopo l’azienda fu travolta da una importante crisi, lo ricorderanno tutti, e io andai in banca per capire cosa fare di quei titoli mobiliari e dire agli impiegati di riferimento, che consideravo degli amici, che avrei presentato ricorso in tribunale e che li avrei chiamati a testimoniare del fatto che erano stati loro a propormi l’investimento. Ero tranquillissimo, perché era la pura verità, altrimenti non li avrei certo chiamati davanti al magistrato». Invece nel processo di primo grado al tribunale di Pescara, nel 2005, i bancari riferirono che Virtuoso era un investitore «esperto e ben informato, che insomma ero stato io a chiedere di entrare nell’investimento», ricorda ancora l’ex direttore di Dogana, «tanto che mi arrabbiai moltissimo e davanti al giudice gliene dissi di tutti i colori».
Ma il giudice gli diede torto, respingendo il suo ricorso e compensando solo le spese legali tra banca e ricorrente. Che decise però di non fermarsi lì: «Ero furioso per il trattamento ricevuto dalla banca più che per la perdita». In Appello, e siamo ormai nel 2012, la sentenza di primo grado venne ribaltata: la corte respinse la tesi della Deutsche Bank, che sosteneva di «aver avvertito adeguatamente il cliente circa i rischi connessi all’investimento», dunque accogliendo il ricorso di Virtuoso e condannando la banca «a titolo di responsabilità precontrattuale al pagamento della somma di 42.540 euro (l’investimento) oltre agli interessi e al maggior danno», nonché al pagamento delle spese del doppio grado di giudizio: 4500 euro di cui 3200 di onorario per il primo, e 5000 euro, di cui 3500 per onorari per l’Appello. Sentenza immediatamente esecutiva: la banca versò i soldi stabiliti a Virtuoso e contestualmente presentò ricorso in Cassazione. E qualche giorno fa la Suprema corte ha messo la parola fine alla vicenda giudiziaria, rigettando l’impugnazione della Deutsche Bank e condannandola ancora al pagamento delle spese processuali.