«Ad agosto va in ferie anche l’assistenza»

Andrea Sciarretta, papà della piccola Noemi: le cooperative hanno ridotto i servizi a casa per i disabili
GUARDIAGRELE. Assistenza domiciliare a singhiozzo, ad agosto, per i pazienti con gravi disabilità. La segnalazione è di Andrea Sciarretta, il papà della piccola Noemi, la bimba di Guardiagrele affetta da Atrofia muscolare spinale (Sma 1), una malattia neurodegenerativa rara e fondatore della Onlus Progetto Noemi.
Nel periodo più caldo, quando buona parte della popolazione è in vacanza, le famiglie con bimbi che hanno disabilità importanti si trovano a fare i conti con una riduzione dei servizi essenziali. E ne pagano, pesantemente, le conseguenze.
«In estate, e in particolare nel mese di agosto», spiega Sciarretta, «le cooperative che si occupano di assistenza domiciliare riducono le ore e, in parte, i servizi di assistenza domiciliare per far fruire le ferie al personale. Questo comporta un sovraccarico di lavoro per i nuclei familiari che hanno, al loro interno, un disabile grazie e che devono sopperire al parziale blocco dei servizi sanitari assicurati dalle Asl. Sia che si tratti di una carenza di organico di tipo strutturale che di un'organizzazione interna delle cooperative», fa presente Sciarretta, «il problema va affrontato e risolto. Chiediamo agli organi competenti, in primis alla Regione, che l'assistenza sanitaria domiciliare venga garantita anche nei mesi estivi e che ci sia una maggiore attenzione e vigilanza sulla continuità delle prestazioni offerte». Il quadro delineato non è una regola: in alcuni casi, come spiega lo stesso Sciarretta, l'assistenza continua ad essere erogata in maniera encomiabile, «ma sono molte le segnalazioni che arrivano», dice il papà di Noemi, «su una riduzione dei servizi e su una discontinuità degli stessi».
Ogni paziente con gravi disabilità ha un piano di assistenza sanitario e riabilitativo domiciliare individuale, con un numero determinato di ore settimanali, tarate sulle reali necessità e fruite sotto prescrizione medica. Prestazioni che vanno dalla riabilitazione motoria alla logopedia fino al servizio infermieristico. «Tutti servizi essenziali per i malati gravi dato che le patologie, purtroppo, non vanno in ferie», evidenzia Sciarretta, «depotenziando l'assistenza domiciliare si crea un problema enorme alle famiglie, già alle prese con difficoltà quotidiane nella gestione di malattie importanti, che richiedono un supporto esterno continuo. La sanità, anche quando parliamo di assistenza a domicilio, deve essere garantita 360 giorni l'anno, anche e soprattutto nella fase pandemica che stiamo vivendo». Un problema che, stando alle segnalazioni arrivate alla onlus Progetto Noemi, è ugualmente distribuito su tutto il territorio regionale.
«Il trattamento deve risultare omogeneo in tutto l'Abruzzo, non a macchia di leopardo, come anche il rispetto dei piani individuali di assistenza», conclude Sciarretta, «le famiglie non sono in grado di sopperire ad eventuali carenze del sistema sanitario nella gestione domiciliare dei pazienti con malattie gravi. Le cooperative devono mantenere il servizio sempre attivo, estate compresa». (m.p.)

