Addio 6 prenotazioni su 10 «Il turismo sta crollando»

4 Marzo 2020

Confindustria Chieti-Pescara traccia un bilancio nero degli effetti dell’epidemia In cassa integrazione gli operai delle imprese abruzzesi con cantieri al Nord

PESCARA. Crollo delle prenotazioni turistiche del 60 % anche nel periodo estivo; cassa integrazione per gli operai delle imprese che hanno cantieri nelle zone rosse del Nord Italia; merci bloccate nelle aziende e carenza di materie prime. È il primo e parziale bilancio dei danni economici registrati in Abruzzo dall'emergenza coronavirus. A tracciarlo è Confindustria Chieti Pescara, che sottolinea come «bloccare il virus e tutelare la salute è la prima azione da mettere in atto, ma occorre evitare che la crisi economica faccia il resto». Gli industriali si dicono convinti che sia necessario «limitare gli impatti sul sistema economico e produttivo che questa emergenza sta producendo».
PREVENZIONE. Fin dai primi giorni della diffusione del virus in Italia, Confindustria Chieti Pescara ha avviato attività per limitare il contagio e per tutelare le imprese. Ad esempio, sono state regolamentate le norme di accesso all'interno delle sedi, sono stati annullati i meeting più ampi ed è stato autorizzato lo smart working per alcuni giorni. L'associazione, inoltre, ha fornito una serie di indicazioni alle aziende, con l'obiettivo di fare prevenzione rispetto ad eventuali rischi. Misure che le imprese possono attuare in modo preventivo anche autonomamente, così da scongiurare eventuali chiusure in caso di situazioni di contagio.
I DANNI. Nel corso di una conferenza stampa tenuta ieri, il direttore di Confindustria Chieti Pescara, Luigi Di Giosaffatte, sottolinea che «sono tante le conseguenze legate al coronavirus che bisogna limitare il più possibile. Nell’edilizia», evidenzia, «siamo riusciti a dare una risposta alle aziende di Chieti e Pescara che hanno cantieri aperti nelle zone rosse, che sono stati sospesi, estendendo la cassa integrazione straordinaria. Sul piano turistico è già stato verificato un crollo di circa il 60 per cento. Nel manifatturiero i problemi sono legati da un lato alle merci e alle lavorazioni già finite, destinate all'estero e bloccate in Italia, dall'altro alla carenza nella distribuzione delle materie prime che è bloccata». Ricordando che Confindustria, a livello nazionale, sta lavorando a stretto contatto con il Governo, il presidente dell'associazione Chieti Pescara, Silvano Pagliuca, afferma che «combattere il virus è la prima cosa, ma bisogna affrontare il tema a 360 gradi. E necessario limitare i danni: stiamo cercando di capire gli impatti economici e quale sia il sostegno da poter dare alle aziende, anche in termini di fiscalità. Non dimentichiamo», sottolinea, «che in quella zona del Nord Italia c'è una parte produttiva che riguarda anche il resto del Paese, con effetti indiretti significativi seppur non immediatamente visibili». CAMBIARE TUTTO. Per Confindustria è necessario digitalizzare il Paese. Un esempio è lo smart working, cioè il lavoro da casa, sistema che le aziende in grado di farlo stanno attuando per consentire ai dipendenti di limitare il più possibile i contatti. «La nostra società», rileva l'associazione, «è iper connessa» ma i modelli di lavoro su cui si basa «sono stati pensati nel secolo scorso».
«Dopo il xoronavirus nulla potrà essere più come prima», afferma Pagliuca, «la tecnologia è fondamentale in tutti i comparti. I confini sono questioni che riguardano la geopolitica, ma non le malattie e pertanto la cooperazione tra popoli non è più una scelta, ma una necessità. La globalizzazione», conclude, «dimostra che abbiamo stessi destini». CASO ALITALIA. Per quanto riguarda la sospensione del volo Alitalia Pescara-Milano, Pagliuca e Di Giosaffatte sottolineano che «non c'è una razionalità» nell'aver cancellato il collegamento del mattino e annunciano che faranno «un passaggio con la compagnia».