Addio a Berardinelli Lo storico balneatore è morto a 96 anni

9 Dicembre 2022

Fu il fondatore dello stabilimento Aretusa sulla riviera sud Da sindacalista protestò contro gli aumenti del canone

PESCARA. Aveva cominciato tra la fine degli anni ’40 e l’inizio degli anni ’50. Da allora, a parte un periodo trascorso all’estero, non ha mai interrotto la sua attività di imprenditore balneare, sempre pronto a battersi per la categoria. Prima in centro e poi a Porta Nuova Fernando Berardinelli, per tutti Nando, classe 1926, era legato a doppio filo al mare e alle concessioni balneari per le quali si è battuto anche sul fronte sindacale, essendo stato uno dei fondatori della Confesercenti e della sua federazione di categoria, la Fiba. «È stato uno dei pionieri del settore», ricordano il presidente regionale di Fiba Giuseppe Susi, il suo predecessore Antonio La Torre, la presidente provinciale di Confesercenti Pescara Marina Dolci e il direttore Gianni Taucci. «Non si è mai fermato. Fino all’ultimo ha seguito l’andamento dello stabilimento di famiglia, l’Aretusa, insieme ai figli Andrea e Ofelia, partecipando alla vita della Confesercenti, e in più occasioni è stato relatore ad eventi nazionali nei quali è stato acclamato come uno dei balneatori simbolo d’Italia per la sua lunghissima attività. Non è stato solo un imprenditore illuminato ma un difensore dei suoi colleghi», aggiungono. Ricorda tutto come fosse ieri Riccardo Padovano, presidente del Sib Abruzzo, che pensa agli anni 80, quando «ci fu chiesto un canone di otto volte superiore a quello previsto. Iniziammo una battaglia, guidati da Nando. Poi, per paura, ritirammo il ricorso. Lui andò avanti solo», senza pagare il canone. «E vinse», dice Andrea, figlio di Nando e oggi presidente provinciale di Fiba.
Per Padovano, Berardinelli è stato sempre di stimolo perché «mi incoraggiava ad andare avanti per far valere i nostri diritti. L’ultima volta, nel 2021, durante una riunione, si alzò e disse che bisognava lottare per i nostri diritti. D’altronde lui lo aveva fatto, ad esempio, quando gli stabilimenti non avevano l’impianto fognante e decidemmo di incontrare la politica in occasione del raduno degli alpini che si svolse a Pescara. Fu sempre lui ad inventarsi il cappuccio per l’ombrellone, che era di cotone». «Era un uomo di principi, un uomo corretto, molto onesto, sempre attento a difendere gli interessi della categoria». Lo descrive così il figlio Andrea che definisce il padre «un pragmatico, un grande lavoratore, molto operoso. Con noi era sempre presente, era un uomo d’altri tempi. Ci ha insegnato la lealtà, la correttezza, e lo ha fatto dandoci l’esempio», dice. Nando se ne andrà per sempre passando per l’Aretusa, oggi alle 11, dove riceverà l’ultimo saluto.