Addio a Camillo Scipione, sindaco di Bussi per 12 anni

E' stato anche sindacalista della Cgil ed esponente dell'ex Partito comunista. Paese in lutto, questa mattina (domenica) i funerali
BUSSI SUL TIRINO. Il paese è in lutto per la scomparsa dell’ex sindaco, sindacalista della Cgil ed esponente dell'ex partito Comunista Camillo Scipione che lascia, all’età di 92 anni, la moglie Angela e i figli Fabrizio e Manuela.
Il decesso è avvenuto all'ospedale di Popoli dove Scipione era stato ricoverato e da dove oggi (domenica 1 luglio) parte la bara per il funerale previsto nella chiesa di Santa Maria dell'Assunta alle 11. Dopo le esequie, la salma viene portata a Pescara.
Camillo Scipione una lunga storia di lavoratore della fabbrica chimica, di sindacalista per la Cgil ed esponente di spicco del glorioso Pci, «memoria della Val Pescara operaia e difensore strenuo della Bussi città-fabbrica», come ricorda Massimo Luciani suo amico di partito e suo sincero affiliato. «Camillo Scipione è stato davvero un padre politico per me, avevo poco più di 20 anni, mi ha portato per mano in tutta la Val Pescara, mi ha fatto conoscere la storia di uomini e di lotte. Mi ha insegnato che sei leader con le parole e il pensiero, ma anche con l’umiltà dell’esempio nel montare lo stand della Festa dell’Unità».
«Padre politico per molti di noi giovani di diverse generazioni», è stato Scipione per Pino De Dominicis, «un combattente testardo e amministratore lungimirante sempre a fianco degli operai nei momenti più duri e difficili». Scipione è stato primo cittadino di Bussi dal 1972 al 1978 e poi anche dal 1990 al 1996. «Un pezzo della nostra storia e della nostra vita», lo ricorda Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione comunista.
Oggi, al funerale, parteciperà tutta l'amministrazione comunale di Bussi e il sindaco Salvatore Lagatta annuncia che Scipione sarà ricordato nel prossimo consiglio comunale. «Era sindacalista e uomo politico deciso e onesto», afferma Lagatta. «Nonostante sia stato mio avversario politico non ci siamo mai risparmiati il confronto. L'incontro-scontro era tutt'altro di quelli di oggi, all’epoca c'erano i partiti e dunque le etichette, e c'era un dialogo che per quanto poteva essere feroce, era leale. Oggi i rapporti fra rappresentanti politici o chi si spaccia per tale, sono evanescenti. Lo ricorderò sempre anche perché lui come sindaco ha celebrato il mio matrimonio civile, il primo avvenuto a Bussi nel 1975. Abbiamo avuto decise divergenze, ad esempio sulla centrale Turbogas e sui Vivai, ma con rapporti sempre rispettosi e attinenti le posizioni partitiche». E ancora, tra i ricordi su Facebook, quello di Sandro Di Girolamo: «Un uomo battagliero per giustizia sociale, ottimo sindaco e compagno». E Silvana Latini: «Quanti anni trascorsi insieme con la tua bella famiglia e altri compagni. Ti porterò sempre nel cuore».
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