Addio a Catena, si è spento l’ex custode dell’Angolana

Città Sant’Angelo, è morto a soli 50 anni dopo una brevissima malattia Bankowski: «Gli volevano tutti bene, era una colonna». Domani i funerali
CITTÀ SANT’ANGELO. «Con lui si rideva. Era sempre solare, aveva la battuta pronta in ogni occasione, era un compagnone, adorava fare scherzi che venivano accettati di buon grado, chiunque fosse la vittima. La sua presenza si notava eccome». Enzo Catena, ex custode e magazziniere dello stadio Petruzzi di Città Sant’Angelo, era riuscito a diventare «un punto di riferimento, una figura simbolo degli anni d’oro dell’Angolana». Ma la sua verve, la sua allegria si sono spente per sempre. È morto a soli 50 anni, dopo una malattia brevissima che non gli ha lasciato scampo e se l’è portato via in poche settimane. Ha combattuto, ma si è dovuto arrendere.
In queste ore lo ricorda un amico di sempre, ma anche un ex collega, Sergio Di Sante, che è cresciuto insieme a lui e ne sapeva cogliere tutte le sfumature caratteriali. In paese - dove viveva poco fuori dal centro storico - «era conosciutissimo per la sua attività allo stadio, che si è interrotta qualche anno fa. Era benvoluto da tutti i calciatori e aveva la grande capacità di tenere alto il morale della squadra. Anche se qualche volta aveva dei modi un po’ duri, lo capivano tutti. E comunque cancellava rapidamente ogni momento difficile». Quando si è saputo della sua malattia c’è stata molta apprensione, e «in tanti mi hanno chiesto informazioni su di lui, in questo periodo», aggiunge Di Sante. Una volta concluso il rapporto con la società sportiva Renato Curi Angolana, Catena aveva comunque continuato a lavorare come riparatore di apparecchi elettromedicali mentre da giovane era stato impegnato come radiotecnico, proprio insieme a Di Sante.
Prima ancora di lavorare allo stadio «era stato un tifoso dell’Angolana», che ha seguito con passione. «Da tanti anni tifava per la Juve e prima per l’Inter, da giovane». Tra le sue passioni c’era anche «la pesca» e poi è indiscutibile che il suo cuore battesse per i nipoti: «Enzo li adorava».
«Era sempre a contatto con i ragazzi e gli volevano tutti bene: era una colonna, comandava», dice di Catena Gabriele Bankowski, patron della Renato Curi Angolana e vice presidente del Pescara calcio. «Era sempre allegro e sorridente ma voleva ordine nello spogliatoio, segno che teneva molto al suo lavoro. Ci dispiace tantissimo», conclude.
Chi volesse salutarlo per l’ultima volta, la camera ardente è stata allestita nella casa funeraria De Bonis, in via D’Annunzio. I funerali, invece, saranno celebrati domani alle 15 nella collegiata di San Michele Arcangelo, dove gli amici potranno stringersi al dolore della mamma di Catena, delle sorelle Rita, Giuliana, Rosanna e Stefania, dei cognati Mario e Rino e degli altri parenti.
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