Addio a Centorame storico presidente del Premio Michetti

3 Ottobre 2020

Aveva 70 anni, stamane i funerali in via Sele a Montesilvano Scrittore e giornalista, insegnò storia e filosofia al Classico

PESCARA. Sognava la circolazione della moneta del popolo insieme a Giacinto Auriti e si è battuto affinché il museo Michetti diventasse, un giorno, la massima istituzione culturale abruzzese. Quando si metteva in testa un progetto ci si tuffava dentro con tutta l'anima il professor Vincenzo Centorame, morto giovedì in ospedale all'età di 70 anni, dopo i lunghi tormenti di una malattia.
PHILIPPE DAVERIO E' stato per 15 anni, tra il 2002 e il 2017, presidente del Premio Michetti di Francavilla, indimenticabile l'edizione curata con l' intellettuale Philippe Daverio scomparso di recente, e docente al liceo Classico D'Annunzio di Pescara, tra il 2006 e il 2014. Lascia la moglie Maria Grazia, i figli Luigi, Giuseppe Maria e Maria Elena. I funerali si terranno stamani alle 10,30 nella chiesa Beata Vergine Maria Madre della Chiesa, in via Sele, a Montesilvano dove risiedeva. Nato ad Atri nel 1950, Centorame approdò a Montesilvano grazie al papà impiegato delle Poste, che si trasferì in città con tutta la famiglia.
UN INNOVATORE Era un uomo colto, riservato e discreto, stimato dai colleghi e amatissimo dagli studenti, così lo descrive chi lo ha conosciuto e che oggi, anche sui social, gli tributa omaggi profondi e sentiti. Pioniere dell’informazione televisiva e giornalistica, è stato collaboratore di tanti programmi Rai, fondatore dei settimanali Parsifal e Area, è stato intellettuale garbato e innovatore ma con un occhio attento alla tradizione, il suo linguaggio era semplice, diretto, accessibile ai più, ma nel contempo raffinato, ricercato.
IL CONVEGNO CON FORTE E' «dispiaciuta, amareggiata», l’ex preside del Manthonè e del liceo Classico Luciana Vecchi, attuale presidente del Rotary Pescara Ovest "D'Annunzio", «era pacato, molto competente, si è occupato di tanti eventi culturali, insieme abbiamo organizzato gli 80 anni del Classico nel 2010 e un convegno su fede e scienza con monsignor Bruno Forte. I suoi studenti lo amavano moltissimo, gli riconoscevano la capacità di comprendere le loro esigenze, veicolava le sue conoscenze in maniera semplice, comprensibile a tutti, dote rara. Era docente e uomo appassionato».
IL CIRCOLO Conferma il «rapporto cordiale e di reciproca stima», l'altro storico preside del liceo di via Venezia, Claudio Palma. «Con il professor Auriti, padre della moneta del popolo, aveva fondato un circolo in via Campania», rivela Giulio De Collibus, presidente dell'Archeoclub, «la sua parentesi politica nel centrodestra è stata con Delio Napoleone e la "Primula". Era un uomo colto, fattivo, purtroppo incompreso dalle istituzioni».
IL MICHETTI L'ex sindaco di Francavilla tra il 1998 e il 2008, Roberto Angelucci, lo ha voluto a capo della fondazione del Premio Michetti dopo la guida di Germano De Cinque e Bruno Viserta: «Lo abbiamo voluto fortemente, era una persona riservata e discreta, è riuscito a realizzare belle edizioni malgrado le difficoltà economiche del Premio. Era uno dei pochissimi personaggi del centro destra culturalmente all'altezza».
IL SEGRETARIO Lo ha seguito come un'ombra, Antonio D'Argento, segretario generale della Fondazione per 37 anni, di cui 15 trascorsi al fianco di Centorame dal 25 febbraio 2002 al 31 marzo 2017: «Era un gran signore, straordinaria la mostra che organizzò con Philippe Daverio. Il suo sogno era istituzionalizzare il Michetti, facendolo diventare museo di arte moderna di tutto l'Abruzzo. Ma la politica gli tagliò i fondi e lo deluse».
«Apprendo costernato la notizia della sua morte. È stato colui che ha ispirato il progetto dell'Accademia delle belle arti all'interno della Stella Maris», rivela il sindaco emerito di Montesilvano, Francesco Maragno, «la sua lungimiranza ha contribuito a concepire l’unico progetto innovativo per un struttura architettonica di pregio».
D’ANNUNZIO Lorenzo Sospiri, presidente del Consiglio regionale, così ricorda Centorame: «Era un grande studioso e conoscitore di d’Annunzio, aveva frequentato il ‘Vittoriale’ degli italiani, e il desiderio di restituire al Vate il proprio ruolo nella sua città, che lo scorso anno ha determinato la realizzazione de ‘La Festa della Rivoluzione’, sempre pronto ad accettare con entusiasmo le nuove sfide, a lanciarsi in nuove avventure culturali, come pure a cedere il passo quando le circostanze lo imponevano. Ci restano i suoi scritti». «Un vero maestro dei comportamenti, un inarrivabile galantuomo», chiude Geremia Mancini, presidente onorario dell'associazione "Ambasciatori della fame".