Addio a Cinapri, storica guida delle Naiadi

23 Luglio 2019

È stato il direttore dell’impianto negli anni d’oro della pallanuoto pescarese

PESCARA. In tanti, ieri pomeriggio, hanno voluto dare l’ultimo saluto a Domenico Cinapri, storico direttore delle Naiadi, nella chiesa della Madonna dei Sette Dolori a Pescara Colli.
Tra i presenti, tanti gli ex lavoratori dell’Azienda di soggiorno che per anni ha gestito le piscine delle Naiadi. Cinapri, 70 anni, ha passato gran parte della sua vita nell’impianto di via Livenza, iniziando la sua avventura come bagnino e diventandone direttore dopo la morte di Tommaso Ferrante.
Chi l’ha conosciuto lo ricorda con il sorriso, come una persona buona, disponibile: «È stato un amico della pallanuoto», dice Paolo Malara tra i protagonisti dei tempi d’oro della pallanuoto pescarese e oggi allenatore del Pescara Pallanuoto, «ci teneva davvero alla struttura, non solo alle piscine ma anche a tutta l’area dedicata al parco e ai concerti. Insieme a figure come quella di Gabriele Pomilio ha contribuito a far crescere il nome delle Naiadi. Veniva sempre a vederci e non perdeva occasione per scambiare una battuta. Spesso si dice che bisogna andare avanti, ma a volte sarebbe anche il caso di studiare il passato per capire come lavorare. Cinapri era una garanzia. La notizia della sua scomparsa mi ha lasciato basito. Ho contattato il figlio per fargli le condoglianze: appena rientro a Pescara andrò a trovarlo».
Molto simili le parole di un altro atleta del Pescara, durante gli anni d’oro della pallanuoto, Maurizio Gobbi: «Ancor prima che gestore era un grande tifoso del Pescara Pallanuoto. Veniva anche in trasferta per seguire la squadra. Ha passato tutta la sua vita in quella struttura. Di recente lo incontravo in un bar di via Milano, dove aveva un gruppo di amici». E ieri, presenti al funerale anche i componenti della Silsley giovanile, squadra in cui militava anche il figlio di Domenico Cinapri, Matteo: «Per noi che passavamo le giornate alle Naiadi», raccontano, «è stato quasi un secondo padre. Ogni tanto copriva anche qualche nostra magagna: una volta ci fece nascondere nel suo ufficio per farci entrare a un concerto. Tutti gli volevano bene perché riusciva a spogliarsi del ruolo di direttore e diventare amico». Cinapri lascia la moglie Ada, i figli Matteo ed Eugenia, il fratello Paolo e i nipoti Elisa e Giacomo, che ieri hanno voluto dirgli ciao con un cuore di fiori.
(a.d.s.)
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