Addio a D’Urso, l’assicuratore con la passione della pallacanestro

9 Luglio 2023

PESCARA. Era amico del giudice Emilio Alessandrini col quale aveva condiviso gli anni degli studi liceali al D’Annunzio. Gaetano D’Urso, agente della Reale Mutua assicurazioni, in pensione da quasi...

PESCARA. Era amico del giudice Emilio Alessandrini col quale aveva condiviso gli anni degli studi liceali al D’Annunzio. Gaetano D’Urso, agente della Reale Mutua assicurazioni, in pensione da quasi sei anni, è morto venerdì intorno alle 21 all’ospedale di Pescara dove era ricoverato da qualche giorno. Era un personaggio molto conosciuto in città per essere stato uno dei protagonisti della pallacanestro dagli anni ’70, quando aveva iniziato a calpestare i palazzetti da arbitro. Gli ’80 e i ’90 sono stati gli anni gloriosi, come dirigente, condivisi insieme ai colleghi Vittorio Schiazza, Enzo Di Michele e Bruno Di Fabio, questi ultimi due scomparsi da tempo. D’Urso combatteva contro un brutto male, e proprio ieri avrebbe compiuto 81 anni. Lascia la moglie Nella Credidio e i figli Claudia e Antonio. I funerali si svolgeranno domani alle 10 nella chiesa Cristo Re ai Gesuiti.
Nato a Napoli l’8 luglio 1942, D’Urso, laureato in legge, si era trasferito a Pescara, aveva messo su famiglia e contemporaneamente avviato l’attività di assicuratore. Paolo Toro, ex allenatore della pallacanestro e giornalista sportivo, ricorda che D’Urso «è stato prima arbitro e poi dirigente della Max Meyer promossa in serie B nel 1970 e in seguito in forze con la Facar promossa in serie A2 tra il 1986 e il 1989 quando era presidente il mobiliere di Scafa, Felice Clivio. Era un uomo competente e appassionato anche di calcio, come opinionista in tv seguiva anche il Pescara», rivela Toro, «da napoletano aveva un grande senso dell’ironia e spiccata simpatia, non le mandava a dire a nessuno. Era molto legato al magistrato Emilio Alessandrini di cui parlava sempre agli amici, la sua morte lo aveva molto scosso». Marco Alessandrini, ex sindaco di Pescara e figlio del magistrato ucciso da Prima Linea nel 1979: «“Orsetto”, come veniva definito dagli amici simpaticamente, era una persona fantastica. Era un uomo polemico, vitale, ironico, generoso, mi è dispiaciuto tantissimo apprendere della sua scomparsa». Maurizio Schiazza, pubblicitario, ha lavorato 24 anni al fianco di D’Urso nelle assicurazioni: «È stato un grande personaggio della pallacanestro pescarese, molto legato a mio padre Vittorio con cui condivideva la passione per lo sport. Aveva un carattere burbero, ma era una persona d'animo buono ed era molto generoso». La salma riposerà al cimitero dei Colli.
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