Addio a De Vitis ex dirigente di banca In tanti al funerale

I colleghi: «Portò la Carichieti da uno a 8 filiali solo in città» L’anno scorso fu prosciolto dall’inchiesta sui prestiti facili
PESCARA. «Il lavoro e la famiglia». Erano le due passioni di Luigi De Vitis, che gli amici chiamavano Gigi, affettuosamente Gigetto. È morto domenica pomeriggio, a 73 anni, e ieri la famiglia, gli amici, gli ex colleghi di banca lo hanno salutato per l’ultima volta nella chiesa di Sant’Andrea. Il suo nome, originario di Palena e residente a Porta Nuova, era legato a doppio filo al mondo bancario, avendo lavorato per decenni in questo settore, non solo in Abruzzo ma anche fuori regione.
Aveva cominciato con la Banca Popolare Abruzzese e Marchigiana, poi diventata Banca Popolare dell’Adriatico, prima di arrivare in Carichieti. «Aveva cominciato dalla base» ma era riuscito a farsi strada, «diventando un dirigente nell’istituto di credito che proprio lui ha contribuito a far crescere, a Pescara, la Carichieti», ricorda chi ha lavorato con De Vitis gomito a gomito, lo ha apprezzato professionalmente ed è diventato anche suo amico.
«Quando approdò a Pescara, portando con sé alcuni colleghi, c’era un solo sportello della Carichieti. Ma con lui la banca è arrivata a otto filiali» e dopo aver ricoperto l’incarico di direttore di filiale era andato anche oltre e aveva conquistato il ruolo di capoarea, nell’area di Pescara. Ha trascorso una vita in questo settore ed era in pensione da diversi anni ma «sentiva la mancanza del suo lavoro, eccome se la sentiva». Tant’è che chi parla di lui ricorda ancora oggi «il suo attaccamento al lavoro, la sua grande bravura. Era un commerciale, professionalmente molto preparato. Aveva una visione della banca che andava oltre la normalità, lui guardava avanti», dicono gli ex colleghi.
L’anno scorso si è chiusa con il proscioglimento per non aver commesso il fatto l’inchiesta che lo aveva visto coinvolto con altre persone, relativa ad un presunto prestito “facile” da oltre 14 milioni di euro concesso dalla vecchia Carichieti a un’azienda gestita da Carmine De Nicola, l’imprenditore a capo di una galassia di società che spaziavano in vari settori.
Dal punto di vista personale «era non solo brillante, ma molto di più, estroverso, simpatico», e riusciva ad essere «sempre presente per gli amici, a livello umano e lavorativo. Era colto, preparato, E il suo pensiero principale era la sua famiglia, a cui era legatissimo». De Vitis lascia la moglie Alida e tre figli: Cristina, Fabrizio e Sofia.
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