Addio a Di Benedetto il maestro di urbanistica

Il noto avvocato amministrativista è scomparso ieri all’età di 76 anni Legati al suo nome i grandi processi sull’edilizia. Oggi alle 12 i funerali ai Gesuiti
PESCARA. Dei palazzi di Pescara, delle grandi infrastrutture, Fernando Di Benedetto conosceva tutto. Ora che se n'è andato all'età di 76 anni (li aveva compiuti il 22 dicembre scorso), lascia un'eredità di competenze e di storia della città ai suoi tre figli che proseguono l'attività di famiglia.
E' scomparso ieri dopo una lunga malattia uno dei più attivi legali amministrativisti del Foro di Pescara. Di Benedetto aveva particolare conoscenza delle normative legate all'edilizia e urbanistica e tanti sono stati negli anni i procedimenti che sono stati curati dal suo studio.
Tra questi, Fernando Di Benedetto aveva preso parte a quello relativo all'apertura dell'Iper di Città Sant’Angelo, del quale la Procura di Pescara contestava, all'epoca, profili di illiceità. Ipotesi che però non vennero condivise dal tribunale.
Di Benedetto ha anche ricoperto a lungo incarichi nella vita politica della sua città: per oltre 20 anni, tra gli anni Settanta e i primi anni Novanta, ha accompagnato alla propria attività professionale la militanza nella Democrazia cristiana, con la quale ha ricoperto gli incarichi di presidente della Asl di Pescara e di assessore all'edilizia.
Anche in Comune il primo cittadino Marco Alessandrini si è fermato a ricordarlo sottolineando che «con la morte dell'avvocato Fernando Di Benedetto scompare un altro pezzo di vita amministrativa della città. Di Benedetto si era negli ultimi anni dedicato soprattutto all'attività professionale di avvocato, lasciando la dimensione della politica che aveva attraversato in anni di grande animazione per la città. L'amministrazione partecipa al cordoglio della famiglia e dei figli per la perdita del loro congiunto».
L'avvocato era ricoverato nella clinica Sant'Agnese di Pineto. Lascia la moglie Silvana Pastore, sorella del senatore Andrea, i suoi tre figli, Renato, che sulle orme paterne esercita la professione forense, Marco, anche lui giurista e insegnante di diritto e Riccardo, esperto nella consulenza del lavoro. Lascia le nuore Valeria, Francesca e Barbara, e nove nipotini, il primo dei quali porta il suo nome.
A chi ha frequentato per anni le aule di palazzo di giustizia, oggi la prima immagine che balza alla mente di Fernando Di Benedetto è il dolce sorriso che precedeva i modi garbati tipici di un avvocato d’altri tempi, la stessa cortesia coniugata allo stesso sorriso che oggi disegnano i visi dei suoi figli.
I funerali si svolgeranno questa mattina, alle 12, nella chiesa dei Gesuiti.
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