Addio a Di Marzio sindaco per 25 anni e fondatore della Bcc

21 Agosto 2016

Scompare a 87 anni la memoria di Cappelle e dell’economia Il Comune proclama il lutto cittadino. Borgia: un grande uomo

CAPPELLE SUL TAVO. Addio a una memoria storica di Cappelle sul Tavo: è morto ieri, all’età di 87 anni, Luigi Di Marzio, sindaco dal 1970 fino al 1995. Oltre 25 anni passati in Comune: Di Marzio è stato anche vicesindaco e consigliere. A Cappelle lo conoscevano praticamente tutti e, per domani, giorno dei funerali, il sindaco Maria Felicia Maiorano Picone ha indetto il lutto cittadino. Di Marzio, piegato da una malattia, è morto nella sua casa. I funerali di Di Marzio si svolgeranno domani alle 17 nella chiesa della Beata Vergine Maria lauretana di Cappelle.

Una vita nel Comune e in una banca: Di Marzio è stato il primo impiegato e socio fondatore della Bcc Abruzzese che, all’epoca, si chiamava ancora Cassa Rurale e Artigiana di Cappelle sul Tavo: è entrato nel 1956 e ne è uscito nel 1993. A ricordare il suo impegno, dagli anni della ricostruzione passando per il boom economico fino al presente, è il presidente della Bcc Michele Borgia: «Ho appreso con grande commozione del decesso di Di Marzio», dice Borgia, «padre fondatore e direttore generale della ex Cassa Rurale e Artigiana di Cappelle sul Tavo, poi divenuta Bcc Abruzzese, l’ha fatta germogliare e sviluppare con lo stesso atteggiamento protettivo che riservava alla sua famiglia. Uomo di onestà intellettuale non comune, non esitava a prendersi tutti i rischi delle sue opinioni, sempre e soltanto ispirate al rispetto del prossimo e delle istituzioni». Borgia racconta che Di Marzio è sempre stato un punto di riferimento: «A lui ci si rivolgeva per ricevere consigli, che Luigi non esitava a dare senza mai risparmiarsi e in maniera disinteressata». Borgia ricorda anche la sua attività politica e amministrativa: «Rimarrà indimenticata la sua opera di amministratore pubblico che lo ha visto sindaco di Cappelle per numerosi lustri». Dal 1970 al 1995, Cappelle è cambiata radicalmente e Di Marzio è stato il primo testimone di questo mutamento: un testimone doppio che ha visto intrecciarsi le vicende comunali e quelle economiche del paese. Per il suo impegno nel lavoro e nell’amministrazione, nel 1983, Di Marzio è stato insignito del titolo di Cavaliere e, successivamente, nel 1989, anche dell’onorificenza di Ufficiale della Repubblica.

Borgia però parla anche dell’uomo: Di Marzio, sposato con la moglie Linda, ha avuto 5 figli: «I cittadini», dice il presidente Bcc, «lo ricordano come un padre, un consigliere, una persona a cui rivolgere (mai inascoltate) richieste di aiuto. Grande Luigi, ci mancherai». ©RIPRODUZIONE RISERVATA