Addio a don Natoli: San Cetteo piange il suo storico abate

3 Novembre 2023

L’arcivescovo Valentinetti: «Memoria della nostra chiesa» Il successore Santuccione: «Un sacerdote di vasta cultura»

PESCARA. Canonico e psicoterapeuta, per oltre un quarto di secolo è stato abate della cattedrale di San Cetteo. È morto ieri mattina, a 86 anni, all’ospedale di Chieti dove era ricoverato per l’aggravarsi della sua lunga malattia, don Giuseppe Natoli, religioso molto conosciuto e stimato nel Pescarese per la sua lunga attività sacerdotale. Nato a Guardiagrele nel 1937, don Natoli fu ordinato presbitero il 28 giugno 1964 e da allora «è sempre stato attivo nella vita diocesana», ricorda monsignor Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne, «come segretario e collaboratore di monsignor Antonio Iannucci. Ritorna alla casa del Padre, senza dubbio, una memoria storica di Pescara e della nostra chiesa locale, un prete che ha saputo avvicinarsi a tutte le realtà della città con l’attenzione dello psicoterapeuta e il savoir-faire che ha sempre caratterizzato il suo ministero».
Dopo essere stato nominato parroco a Torre de’ Passeri nel 1970, don Giuseppe fu scelto come abate della Cattedrale di Pescara, dove rimase dal 1986 al 2012. Al termine del suo percorso a San Cetteo, ha continuato a svolgere il suo servizio come canonico e collaboratore di don Francesco Santuccione, abate della Cattedrale e vicario generale dell’arcidiocesi Pescara-Penne, che lo ricorda con affetto. «Era un sacerdote brillante, intelligente, vivace, con una cultura molto vasta», commenta. «Da giovane attingeva da questa grande miniera che era l’arcivescovo Iannucci, ma gli dava anche ottimi consigli, in un rapporto di grande arricchimento reciproco. Dopo il periodo a Torre de’ Passeri, sostituì l’abate Pasquale Brandano alla guida della Cattedrale e qui, per 26 anni, ha dato il meglio di sé. Quando sono arrivato io è stato un crescendo di rispetto, amicizia e vicinanza che è proseguito fino alla fine. Andavo spesso a trovarlo a casa e in clinica, l’ultima volta proprio qualche giorno fa, e lo trovavo sempre in preghiera».
Nel corso della sua lunga attività parrocchiale, don Natoli ha messo a disposizione della comunità anche la sua formazione di psicoterapeuta, anche come perito tecnico per il Tribunale, così come è sempre stato vicino alle attività del Rotary Club, che ha presieduto tra il 2012 e il 2013. A ricordare con affetto e stima l’abate, anche monsignor Vincenzo Amadio, parroco di San Pietro Apostolo, al quale era legato da una lunga amicizia. «Apprezzato e conosciuto da tutti, era davvero una bella figura, una persona colta e spassosissima, ricordava tutti gli onomastici e i compleanni ed era anche un buongustaio», commenta. «Ci conoscevamo dagli anni ’50, da quando studiammo insieme per 12 anni insieme al seminario di Penne e di Chieti. Poi abbiamo avuto percorsi diversi, lui è rimasto sempre a Pescara, io sono stato a Montebello di Bertona per 18 anni, poi lui ha iniziato la sua esperienza in Cattedrale, io come vicario generale dell’arcidiocesi, i rapporti sono stati diversi, ma sempre caratterizzati da una grande amicizia. Nonostante la sua malattia ventennale vissuta con grande dignità, mi aveva chiesto se avessi piacere ad averlo come collaboratore nella mia parrocchia e c’è stato a lungo, celebrando messa e tanti battesimi perché, essendo molto conosciuto in città, i genitori lo sceglievano per i propri figli».
I funerali di don Natoli saranno celebrati dall’arcivescovo Valentinetti oggi alle 15 nella Cattedrale di San Cetteo dove la salma sarà esposta dalle 9.