Addio a Federico Torrese «Uomo solare e generoso»

PESCARA. Ha lasciato tutti spiazzati. La morte improvvisa di Federico Torrese, che aveva solo 48 anni, ha provocato una stretta al cuore alla famiglia e ai tanti amici del libero professionista che...
PESCARA. Ha lasciato tutti spiazzati. La morte improvvisa di Federico Torrese, che aveva solo 48 anni, ha provocato una stretta al cuore alla famiglia e ai tanti amici del libero professionista che era molto conosciuto in città. Un anno e mezzo fa, all’incirca, aveva scoperto di essere malato e dieci giorni fa la situazione è precipitata al punto tale che ieri il suo cuore si è fermato per sempre e il sorriso che lo accompagnava e che tanti apprezzavano resta un ricordo dal sapore amarissimo, in queste ore di dolore. «Era un ragazzo eccezionale, brillante, pieno di vita, in gamba, una persona che sapeva tutto», dice con affetto uno dei suoi amici, Andrea Ronchitelli, addolorato da una fine che mai avrebbe voluto per Torrese che ultimamente lavorava come manager per Italiaonline ma era stato impegnato anche nel campo agroalimentare e aveva lavorato per Vodafone. Lascia i genitori Alice e Gabriele, l’adorata figlia Rebecca e la compagna Cinzia con tanti amici che l’hanno visto andare via per sempre, increduli. Il suo ottimismo, la sua dolcezza, i suoi occhi sempre pieni di gioia e di entusiasmo, la sua energia contagiosa, il suo essere rispettoso e sempre con il sorriso sulle labbra sono i tratti distintivi che lo hanno fatto apprezzare da tanti. E mentre la tristezza per questo addio improvviso corre sulla rete, sul profilo Facebook di Torrese, emergono anche tante testimonianze di affetto e di stima. Con il passare delle ore si sono susseguiti i saluti di chi non riesce a credere, a farsi capace che davvero Federico non ci sia più. «Era un uomo gentile, disponibile e generoso, una persona raffinata, un gentleman», racconta un’amica storica, Claudia Giannini. «Era solare, innamorato della vita e delle persone, molto attento e aperto agli altri, si dava tanto e dava tanto, aiutando gli amici. Era davvero speciale e fino all’ultimo non ha mai mollato, si è sempre sforzato di farci vedere che stava bene».
Tra i tanti che lo hanno conosciuto e che conserva ricordi piacevolissimi degli anni «bellissimi passati insieme da giovane» c’è Zaira Zamparelli. «Abbiamo studiato a Nostra Signora, facevamo le stesse gite. E poi abbiamo condiviso la passione per l’equitazione, eravamo seguiti dallo stesso insegnante, al maneggio nella zona della pineta». Quello per i cavalli era un grande amore che lo aveva portato anche ad affermarsi, «così come lo era quello per la figlia. E quando lo avevo rivisto di recente, mi era apparso come sempre, come lo ricordavo: solare e dolcissimo, disponibile alle battute, accogliente e nello stesso tempo travolgente». «Perdiamo una grande persona», dice Eugenio Seccia. «Amava fare, guardava la vita con positività e l’ultima volta che mi ha incrociato si è fermato e mi ha voluto tranquillizzare sulle sue condizioni di salute. Aveva anche riflettuto sulla possibilità di mettere a disposizione della politica le sue competenze».
Oggi la salma sarà in obitorio mentre domani alle 16,30 si terranno i funerali nella chiesa di San Silvestro. (f.bu.)

