Addio a Friuli, 85 anni il leader dei pensionati

3 Ottobre 2018

Il figlio Massimo: «Ci ha insegnato l’onestà e la rettitudine, è stato un esempio» Una vita nella Cgil, i funerali domani alle 11 nella chiesa della Visitazione a Zanni

PESCARA. È morto Dante Friuli, storico e appassionato dirigente dello Spi Cgil, sindacato dei pensionati, dipendente delle Poste in pensione e tra i fondatori della squadra di pallanuoto Alcyone Pescara insieme a Gabriele Pomilio, negli anni Cinquanta. Aveva 85 anni ed era malato da tempo. Nella notte tra lunedì e martedì, l’addio nel sonno nella sua casa del quartiere Santa Filomena.
Lascia il figlio Massimo, la nuora Stefania, le nipotine Martina e Carola di 9 e 6 anni. Sua moglie, Bonacatu Sanna, originaria dell’oristanese, è scomparsa un paio di anni fa. Proprio per permettere ai parenti sardi di arrivare in Abruzzo, il funerale di Friuli è stato posticipato di un giorno. Le esequie si terranno domani alle ore 11 nella chiesa della Visitazione di Zanni guidata da don Cristiano Marcucci. La salma sarà tumulata nel cimitero dei Colli. Intanto oggi, chi vorrà, potrà ancora dirgli addio nella casa funeraria Mambella di via Vestina.
Il tenero ricordo del figlio Massimo, 47 anni, che nella vita si occupa di formazione professionale: «Papà era un uomo dalle grandi passioni, un vulcano di idee, stava sempre dalla parte dei più deboli. Accanto ai suoi pensionati era infaticabile. Ai terremotati dell’Irpinia portò tante roulotte da Pescara. E in città è stato colui che per primo lanciò l’idea di trasformare l’area dell’ex Monopolio in un parco. Negli ultimi 10 anni si era fermato con l’attività sindacale e fino a 4 anni fa passeggiava e nuotava». Una passione nata accanto allo storico general manager del Cus D’Annunzio, Gabriele Pomilio, scomparso lo scorso anno. «Insieme», rivela Massimo Friuli, «avevano creato negli anni 50 la prima squadretta di pallanuoto, l’Alcyone Pescara, con Luciano Bonnici. Andava fiero della sua tessera nuoto del Coni numero 12/12», cimelio che conservava tra le sue cose più care.
Dante Friuli è nato il 24 dicembre 1933 nella zona di via Campania da mamma Emma Di Giacomo e papà Gabriele. Durante la guerra la sua famiglia è stata sfollata a Torrevecchia Teatina e a Spoltore.
Giovanissimo si trasferì a Milano per lavorare alle Poste. Nella città lombarda, dove rimase per sette anni, conobbe la futura moglie Bonacatu, “ben trovata”, in sardo. Quando tornò a Pescara divenne dirigente Uil Poste, negli Anni Novanta migrò alla Cgil. «Era un socialista vero», racconta il figlio, «nel privato era la mia sponda sicura, a qualunque età mi dava sempre le risposte giuste. Ci ha insegnato la rettitudine e l’onestà. Lui e mamma sono stati per noi un grande esempio di vita. Ha avuto un solo rammarico: non riuscire, per ragioni di salute, a insegnare a nuotare alle mie bambine che lo adoravano».
«Profondo cordoglio» per la scomparsa del «compagno» Friuli è stato espresso dalla Cgil di Pescara: « Dante è stato, insieme al compianto Umberto Montesanti, tra i protagonisti della sindacalizzazione dei lavoratori delle Poste e Telecomunicazioni, del cui sindacato di categoria Slc Cgil è stato dirigente a livello provinciale e regionale. La sua generosità, la sua disponibilità, l'impegno per gli altri, lo hanno accompagnato durante tutta la sua esistenza e negli ultimi anni di vita. Ci uniamo al dolore dei suoi cari».
Sullo stesso tenore il saluto dell’ex parlamentare Gianni Melilla: «È una scomparsa che lascia un vuoto nei pensionati e nella sinistra pescarese. È stato un appassionato dirigente Spi e militante del Pds. I poveri li andava a cercare nei quartieri, preparava le scorte alimentari e andava a distribuirle silenziosamente, senza clamori. La sua generosità si accompagnava a una grande curiosità e disponibilità all’impegno volontario. Gli saremo grati di tutto, sono vicino al dolore di suo figlio».