Addio a Labrozzi, l’allenatore di ragazzi che amava la politica

13 Giugno 2019

È stato tecnico della Primavera del Pescara, aveva 77 anni Socialista a lungo, poi aderì al Pd. Oggi i funerali ai Gesuiti

PESCARA. Un punto di riferimento per i ragazzi che ha cresciuto sul campo di calcio e in sezione: così ex calciatori e militanti ricordano Giuseppe Labrozzi, allenatore della Primavera biancazzurra negli anni 80 e socialista di vecchia data, che nel 2007 ha aderito al Partito democratico. Labrozzi, classe 1941, è venuto a mancare all’età di 77 anni dopo una breve malattia che lo ha portato via nel giro di un niente.
Poco prima di Pasqua avverte una serie di sintomi che lo mettono in allarme, e subito dopo le analisi affronta i tentativi di cura, anche fuori regione, che purtroppo però non sortiscono gli effetti sperati. Peppino, come lo chiamavano familiari e amici, lascia la moglie Luisa Baldacci, i figli Daniele e Fabrizio, e i nipoti Matteo e Alice. I funerali si svolgono oggi alle 15 nella chiesa di Cristo Re in via del Santuario. «È stato un gigante della politica militante e appassionata di Pescara», lo ricorda Piero Giampietro, segretario della sezione Colli del Pd, «caratterizzato da una forte autonomia di pensiero e apertura al dialogo: ha dato tutto se stesso con coerenza e passione». Labrozzi è stato a lungo iscritto al Partito socialista, che ha rappresentato nel consiglio di circoscrizione dei Colli. Con la “diaspora” socialista degli anni 90, ha scelto gli eredi del garofano schierati col centrosinistra, per poi aderire al Pd nel 2007, anche se non aveva rinnovato la tessera, in disaccordo con la linea politica di Matteo Renzi. «Quando arrivò, era l’unico che non proveniva né dai Ds né dalla Margherita», racconta ancora Giampietro, «ha dato il suo contributo di idee e di esperienza, senza mai ricoprire cariche, formando classe dirigente e attivisti: è sempre stato tra i più presenti ed era un punto riferimento per la vita di sezione. È stato entusiasta del nuovo clima che iniziava a respirarsi nel Pd e nel centrosinistra degli ultimi mesi», conclude Giampietro, «a lui dobbiamo tantissimo».
Labrozzi ha lavorato come funzionario tecnico in Provincia, e alla passione per la politica ha unito quella per il calcio, legando il suo nome soprattutto alla Primavera del Pescara che, all’inizio degli anni 80, per la prima volta si affermò in ambito nazionale: i ragazzi di Labrozzi furono i primi biancazzurri a qualificarsi per le fasi nazionali. Dalla sua Primavera sono usciti calciatori che hanno vestito la maglia del Pescara in serie A e B, o allenatori professionisti come Andrea Camplone, Cristiano Bergodi e Vincenzo Vivarini, o Mario Patriarca che guida il Pescara calcio a 5. L’esperienza nella Primavera non dura molto, tra il 1981 e il 1984, ma lascia il segno. «Una persona splendida», lo definisce Roberto Bombini, che della squadra di Labrozzi era il portiere. «Siamo rimasti tutti molto legati al mister», aggiunge Felice Mancini, ex centrocampista del Pescara che negli ultimi anni è stato anche allenatore di giovanili biancazzurre, «abbiamo fatto tante rimpatriate, e ora che non c’è più ci piacerebbe ricordarlo con una partita in sua memoria o un’iniziativa simile».