Addio a Palma, il preside che amava i giovani

20 Luglio 2021

Politici, sindacalisti e professori per l’ultimo saluto. Don Achille: «Sempre impegnato nel sociale»

PESCARA. Il dolore composto della moglie Tina e delle figlie Paola e Roberta. Le lacrime sui volti dei nipoti. E gli occhi tristi di amici, ex alunni, insegnanti e amministratori pubblici che si sono imbattuti in lui nel corso della vita. Così Pescara, ieri nella chiesa di San Giuseppe, ha dato il suo saluto a Claudio Palma, storico preside del liceo classico Gabriele D'Annunzio, morto a 84 anni.
In tanti hanno voluto presenziare all’ultimo appuntamento con il professore. Tra loro molti amministratori pubblici di oggi e del passato, con il gonfalone del Comune di Pescara affidato ai vigili urbani in divisa d’onore. Dal vicesindaco Gianni Santilli e il presidente del consiglio comunale Marcello Antonelli in rappresentanza dell'amministrazione, a diversi consiglieri (Piero Giampietro, Francesco Pagnanelli, Marinella Sclocco tra gli altri), l’ex procuratore di Pescara Nicola Trifuoggi, l’ex comandante dei vigili Ernesto Grippo, il consigliere regionale Antonio Blasioli, l'ex manager della Asl Armando Mancini, Gianni Melilla e l’ex sindaco Mario Collevecchio, con cui il preside fu assessore alla Cultura. E infatti Claudio Palma è stato uomo di scuola e impegnato nella vita sociale e politica della città, prima con una militanza attiva e poi anche come membro della storica giuria dei sette saggi del Comune per l’assegnazione del Ciattè d’oro. «Claudio Palma, comunista, ha militato perché voleva una società più giusta», ha detto durante l'omelia don Achille Villanucci, professore di religione al Classico quando Palma era preside. «Ci teneva perché l'uguaglianza non rimanesse una parola morta. E allora si è impegnato nel sociale e ha vissuto tutto questo con tanta intensità. Condividevamo lo stesso progetto di una società più solidale, dove gli ultimi vanno accompagnati per essere messi in condizione di essere uguali agli altri. Era un uomo di cuore, che sul lavoro applicava i valori in cui credeva. E tutti gli riconoscevano l'onestà». «Claudio Palma è stato una presenza importante per la crescita civile della comunità pescarese, per il suo impegno politico e per la sua vocazione di educatore», ha evidenziato dal pulpito il vicesindaco Santilli dopo l’intervento, allo stesso microfono, di Silvio Profico. «Ha vissuto queste due esperienze con passione e competenza, con rara coerenza e incondizionata onestà intellettuale». In chiesa anche Sandro Santilli, storico provveditore di Pescara e di Chieti, che con Palma ha condiviso tanti anni nel mondo della scuola e un profondo legame di amicizia. «È stato un uomo di scuola vero, autentico. Abbiamo condiviso gli ultimi anni della professione, lui come preside e io come coordinatore dei provveditorati, e non mi ha fatto mai mancare il suo aiuto e la sua professionalità. Uomo di una cultura smisurata, attento alla scuola, era un preside di serie A, di altri tempi, che nella scuola di oggi forse non si sarebbe trovato bene. Amava i giovani, e con loro aveva un rapporto quotidiano, sincero e vero».