Addio a Prioli, allenatore ed edicolante

16 Maggio 2019

Prima giocatore e poi mister sulle panchine di Ursus 1925, Folgore, Pescara Colli e Loreto, gestiva l’edicola dei Gesuiti

PESCARA. È stato il pioniere del calcio dilettantistico pescarese e il maestro di centinaia di ragazzi che hanno cominciato a tirare i primi calci al pallone sui campi della riva adriatica.
Clemente Prioli, storico allenatore ed edicolante pescarese, è morto ieri all’età di 84 anni. Lascia la moglie Nunziata, i figli Domenico, Vittorio e Federica e centinaia di allievi che lui stesso considerava figli adottivi per il forte legame che aveva saputo instaurare con i ragazzi. I funerali si terranno oggi alle 15 nella chiesa Cristo Re dei Gesuiti, a Pescara Colli, dove recentemente si era trasferito con la famiglia.
«Il mio grande papà e padre sportivo di centinaia e centinaia di suoi allievi non c'è più», ha scritto su Facebook il secondogenito Vittorio, «mi ha lasciato e ha lasciato a tutti noi in famiglia un vuoto dentro per sempre. È morto con la dignità e la fierezza che l’ha sempre distinto nel suo lavoro e nella sua grande passione il calcio. Pa' ti chiedo solo proteggi tutti noi e da lassù dammi la calma e serenità che solo tu eri capace di darmi».
Il nome di Clemente Prioli è legato indissolubilmente al calcio. È stato prima giocatore, ingaggiato nelle giovanili del Milan, al Cittadella e a Loreto Aprutino. Poi da allenatore è stato seduto sulle panchine di alcune delle compagini più antiche e di maggiore pregio della città. In primis l’Ursus 1925, la prima società di calcio pescarese fondata dall’imprenditore italo-americano Masi ancora prima della nascita della Pescara calcio, i cui colori giallo e blu riprendono le sfumature della città, il giallo del sole e il blu del mare pescarese. Prioli rimase all’Ursus per 15 anni, ai tempi del compianto presidente Enzo Marino. Successivamente ha allenato anche la Folgore, la Pescara Colli, il Loreto Aprutino e la prima squadra di calcio femminile, la Upim.
Alla passione per il calcio Clemente Prioli ha abbinato il lavoro da giornalaio. È stato il titolare delle edicole in piazza Salotto, sul lungomare Matteotti e infine, negli ultimi anni ai Colli, a pochi passi dalla chiesa dei Gesuiti dove oggi si terranno i funerali. «Dovunque andava”, raccontano i figli, «riusciva a raccogliere intorno a sé persone appassionate di pallone e riusciva a farsi volere bene. È stato un grande allenatore e un maestro di vita, un mito a tutti i livelli. Ha avuto tre figli naturali e centinaia di figli adottivi poi diventati professionisti in tanti campi della vita». Lo ricorda con affetto anche un altro edicolante, Luigi Manzo: «Clemente è stato un bravissimo allenatore di calcio, rispettato e appassionato, ma è stato anche un ottimo collega e un edicolante stimato e conosciutissimo. Era una persona seria, che sapeva farsi volere bene, per molti ragazzi era come un padre».
Fra le centinaia di messaggi di cordoglio su Facebook c’è quello di Francesco Di Pietro: «Lo ricordo, tra le altre tante circostanze in cui ci siamo frequentati, quando venne a Loreto prima come calciatore e successivamente come allenatore della nostra squadra locale. Oltre alle sue nozioni tecniche trasmise ai nostri ragazzi i fondamentali principi di educazione e di rispetto reciproco. Ha lasciato l’impronta di un uomo ricco di grande umanità e lealtà sia sportiva che sociale. Ecco perché ha sempre goduto di grande stima e di grande affetto. Il calcio dilettantistico abruzzese perde uno dei suoi più significativi protagonisti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA