Addio a Sabatini, medico del Pescara

È scomparso ieri a 68 anni in seguito a una malattia. Il suo successore Salini: un privilegio averlo affiancato per 21 anni
PESCARA. «Ci lascia un grande uomo che ha saputo unire la sua professionalità alla passione per il calcio». Con questo messaggio il Pescara saluta il dottor Ernesto Sabatini, un pezzo di storia del club biancazzurro, scomparso ieri sera all’età di 68 anni a causa di una malattia. Per un quarto di secolo una figura di riferimento per società, allenatori e calciatori. Sabatini, pescarese, si è spento nella sua casa di via del Milite Ignoto, lascia la moglie Bianca e il figlio Fabrizio. «Una persona meravigliosa», il ricordo del direttore sportivo del Delfino Giorgio Repetto, «un uomo di grande spirito e un medico eccellente, aveva una signorilità e una simpatia eccezionali, sono addolorato. Mai invadente, rispettoso dei ruoli, aveva un legame splendido con tutti. Ci mancherà tantissimo».
Nel 1995 Sabatini è diventato responsabile dello staff sanitario del Pescara, un ruolo che nel 2010 ha lasciato al professor Vincenzo Salini, l’attuale capo dei medici biancazzurri. «Se ne va un amico vero», le parole di Salini, «un professionista preparato che ho avuto il privilegio di affiancare per 21 anni. Sono entrato nel Pescara nel 1999 e nel 2010 Ernesto Sabatini mi ha chiesto di prendere il suo posto, ma lui è rimasto al mio fianco. In tutto questo tempo ho avuto modo di conoscerlo a fondo, posso dire che di persone corrette come lui se ne trovano poche. Non l’ho mai sentito dire una parola fuori posto, mai un accenno di nervosismo, nonostante la vita l’abbia messo a dura prova in più di una circostanza». Una di queste è il processo che Sabatini ha dovuto affrontare per la morte di Piermario Morosini, il calciatore del Livorno che nel 2012 si accasciò a terra durante la gara di campionato contro il Pescara di Zeman all’Adriatico-Cornacchia. Il lungo processo si è concluso con la sentenza di assoluzione della Corte d’appello di Perugia (con la formula piena “perché il fatto non sussiste”).
Forse una liberazione per Sabatini che ha sofferto molto per la tragica scomparsa di un ragazzo di 26 anni, uno come i tanti che ha curato con amore nella sua brillante carriera. «Spesso si parla bene dei morti, a volte c’è tanta retorica, ma, credetemi, Ernesto era davvero una persona straordinaria», dice Claudio D’Arcangelo, fisioterapista del Pescara per 21 anni. «Potevi chiedergli qualsiasi cosa a qualunque ora e lui era sempre disponibile». Sabato, al termine del match con il Pordenone, l’ultimo contatto. «Ci siamo sentiti per commentare la gara, la malattia lo aveva debilitato e l’unica partita che ha visto quest’anno all’Adriatico è stata quella con il Cittadella. Peraltro, è stata l’unica vittoria della squadra nel torneo in corso. Purtroppo non ce l’ha fatta, ma nei nostri cuori ci sarà sempre un posto per lui».

