Addio a Sergio Del Greco storico grossista di tessuti

Lavoratore instancabile è morto a 93 anni: in attività fino a quando ne aveva 92 Alla sua famiglia di costruttori si deve la realizzazione della chiesa del Sacro Cuore
PESCARA. Se ne va un altro pezzo della storia commerciale e produttiva di Pescara: all’età di 93 anni, compiuti lo scorso giorno di Pasqua, si è spento Sergio Del Greco Miglianico, tra i più conosciuti imprenditori del settore tessile nel Centro Italia, dove ha portato avanti fino a un anno fa l’attività di grossista e rappresentante. A iniziarlo al commercio è lo zio Peppino Del Greco Miglianico: nonostante venga da una famiglia di costruttori, il giovane Sergio preferisce dedicarsi ad altro settore. La famiglia Del Greco Miglianico infatti lega il proprio nome a importanti edifici tra cui la chiesa del Sacro Cuore, ville liberty in città, in parte oggi scomparse, e opere stradali in provincia.
I Del Greco Miglianico sono originari di Castellammare Adriatico, dell’attuale quartiere dei Colli di Pescara, nella zona dove esiste anche una via Del Greco. Quando però nel 1927 nasce Sergio la famiglia si è già trasferita nei dintorni di corso Umberto. Comincia ad assistere lo zio Peppino nell’attività di grossista di filati, mercerie e tessuti tra Abruzzo, Marche e Dalmazia, che all’epoca fa parte dell’Italia. Tra i clienti dei Del Greco, in questo periodo, ci sono anche i Missoni, che daranno vita a uno dei più nati marchi dell’abbigliamento italiano.
Nel Dopoguerra Sergio si mette in proprio. Gestisce a lungo un suo magazzino, nella zona di Porta Nuova. Commercia lana scozzese, lana per materassi e materassi. Tratta un po’ tutto nel campo tessile: tessuti, abbigliamento, biancheria intima, biancheria per la casa; lavora come rappresentante di ditte e distributori che coprono l’intero Centro Italia.
Sergio Del Greco era soprattutto un grande appassionato di lavoro: basti pensare che a 60 anni va in pensione, e lascia all’attività alla moglie, continuando ad affiancarla; quando anche lei va in pensione, decide di rimettersi in proprio con una nuova attività. È stato anche attivo in associazioni di categoria e nella Camera di commercio, in particolare negli anni della presidenza di Gilberto Ferri.
Lascia la seconda moglie Guadalupe Valbuena Atebcio, dalle quale ha avuto le figlie Luisa e Fabiola, e i figli Fabrizio, Antonella e Paola, nati dal primo matrimonio con Adriana Conte, insegnante morta in un incidente stradale nel 1974, oltre a sette nipoti e undici pronipoti.(a.r.)

