Addio a Tonino Cremonese guida degli ambulanti abruzzesi

PESCARA. Non ce l'ha fatta Antonio Cremonese, da tutti conosciuto come Tonino, il re degli ambulanti abruzzesi, segretario regionale della Cisal.Il Covid l'ha portato via a 70anni, dopo quasi due...
PESCARA. Non ce l'ha fatta Antonio Cremonese, da tutti conosciuto come Tonino, il re degli ambulanti abruzzesi, segretario regionale della Cisal.
Il Covid l'ha portato via a 70anni, dopo quasi due mesi di lotta continua, prima a casa, poi in ospedale. Si è spento ieri sera nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale pescarese, dov’era stato ricoverato intorno alla metà di marzo in seguito all'aggravarsi delle sue condizioni di salute.
Dal coronavirus era stato contagiato in precedenza, affrontando però la prima parte della malattia nella sua abitazione: insieme a lui anche la moglie Marisa e i suoi tre figli Gianluca, Francesco e Vitalba sono risultati positivi, riuscendo però a superare l'infezione.
Per lui invece il destino ha voluto diversamente. Chi lo conosce racconta che da quando è entrato in ospedale il quadro clinico è andato via via peggiorando, fino alla notizia del decesso arrivata ieri sera.
Non sono serviti a nulla gli auguri di guarigione e incoraggiamento arrivati da familiari, parenti e amici nel corso di queste difficili settimane. A piangerlo adesso non sono solo loro, ma l'intera categoria che Tonino Cremonese rappresentava con orgoglio, determinazione e disponibilità. Sono questi gli aggettivi più ricorrenti di chi adesso ne traccia un ritratto, incredulo davanti alla notizia della sua scomparsa. Anni di lotte, di battaglie, ma anche di grandi amicizie, nate sul lavoro e custodite gelosamente. È il caso di Antonio Santozzi, segretario provinciale della Cisal, uno dei primi ad apprendere la triste comunicazione: «Faceva questo lavoro da 45 anni», dice con la voce rotta dall'emozione. «Era un punto di riferimento per tutti. Chiunque aveva un problema si rivolgeva a Tonino, pronto a intervenire. Con il suo inconfondibile furgone verde vendeva abbigliamento da uomo in giro per la regione. A Pescara, nei mercati di via Pepe, via Rio Sparto e San Giuseppe, ma anche a Lanciano, a Guardiagrele o a Silvi. Tutti lo conoscevano, tutti gli volevano bene», continua.
«Conosceva tanti esponenti politici, con cui si interfacciava per questioni lavorative. Ricordo la battaglia fatta per inserire tra gli ambulanti i ragazzi di colore destinati al mercatino etnico della stazione di Pescara. Ma anche l’impegno e la dedizione con cui nei mesi scorsi, dopo la pandemia, andava girando mercato per mercato, in modo da misurare con il metro gli spazi necessari per consentire ai colleghi di poter tornare a lavorare in sicurezza». Proprio l'arrivo della pandemia aveva frenato la sua attività, costretta allo stop in più di una circostanza: «Ultimamente riusciva a lavorare solamente a singhiozzo, visto che con la zona rossa il mercato può essere aperto solo per la vendita di generi alimentari».
Ma sul come sia stato contagiato dal virus, Santozzi non sa rispondere: «Onestamente non posso dire se l’abbia preso sul lavoro o in altra circostanza. La cosa che adesso fa male è che lui non ci sia più».
La data dei suoi funerali non è ancora stata fissata ufficialmente, ma da quanto sembra dovrebbero svolgersi nella giornata di martedì nella chiesa della Madonna del Fuoco di via Stradonetto, nel rispetto delle misure anti coronavirus.
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