Addio a Totò Pacifici, decano dei tabaccai

Aveva 86 anni. Nel suo negozio di corso Vittorio (angolo via Mazzini), ha visto cambiare il quartiere
PESCARA. Negli anni Settanta e Ottanta i biglietti del gioco del lotto li preparava a mano nella sua rivendita di corso Vittorio Emanuele e aveva una passione sfegatata per il calcio: era tifoso della Juve e del Pescara. Con Antonio Pacifici, conosciuto come Totò, se ne va uno dei tabaccai storici pescaresi.
Aveva 86 anni ed è morto ieri notte, nell’ospedale di Pescara, dove era ricoverato da qualche giorno in seguito a un malore. Lascia la moglie Elena, i figli Mimmo, Enrico, Alessio e Francesca che lo hanno affiancato nell’attività di famiglia; le nuore Sandy e Valeria; il genero Damiano, la sorella Maria Paola, il cognato Antonio, i nipoti Daniela, Anastasia e Alessandro. I funerali del decano dei tabaccai si terranno oggi alle 16.30 nella chiesa Cristo Re ai Gesuiti, il quartiere dove ha sempre vissutoa. Lo ricordano i fratelli Cristina e Antonio Santavenere, tabaccai ai Colli: «La sua famiglia, credo alla quarta generazione di tabaccai, era molto amica di quella di papà Ettore che aveva una pasticceria in via del Santuario. Si conoscevano bene, era una persona dal carattere mite, un lavoratore instancabile. Lo ricorderemo sempre con molto affetto». Il primo locale Antonio Pacifici, per tutti Totò, lo aveva aperto decenni orsono in corso Vittorio Emanuele, nelle vicinanze del bar Lucio e della farmacia Scuderi, altre aziende storiche del centro. Da una ventina d’anni si era trasferito più a sud, sempre su corso Vittorio, ma all’angolo con via Mazzini. «Era un lavoratore integerrimo, persona all’antica, di sani principi. Per noi del quartiere è sempre stato un punto di riferimento», rivela Benedetto Gasbarro, residente a due passi dalla rivendita, «la sua presenza, e ora quella dei figli, è sempre stato un presidio di sicurezza e una garanzia per tutti noi. Se avevamo una busta della spesa da lasciare, era Totò che ce la custodiva. Il suo locale, che nel tempo ha visto la trasformazione in negativo di corso Vittorio dove fino a tre anni lo si vedeva passeggiare e salutare i commercianti, era una luce accesa quotidianamente in una zona completamente cambiata negli anni e divenuta multietnica. Ma lui, col suo carattere mite e disponibile, era riuscito a stabilire buoni rapporti anche con i vicini negozianti delle varie etnie. Perdiamo un pilastro della comunità». Rivela, Gasbarro, che il tabaccaio Totò era «un grande tifoso juventino, ancor di più che del Pescara. Aveva trasformato la sua tabaccheria in un ritrovo bianconero aperto a chiunque volesse disquisire di sport. Aveva una cultura calcistica immensa». Poi torna indietro con i ricordi: «Da bambino andavo a comprare le caramelle e ricordo che Totò, insieme alla moglie, preparava le schedine del lotto a mano. Una grande perdita per il quartiere, padre di una splendida famiglia che ora porterà avanti il suo lavoro di una vita».

