Addio a Verzella, fondatore di Discover

21 Marzo 2018

Il commerciante e regista avrebbe compiuto 71 anni a giorni. Il primo negozio nel 1978 in via Roma. Oggi alle 15 i funerali

PESCARA. Una vita spesa per la sua passione, la musica. Con i negozi “Discover”, che sono entrati nella storia del commercio di Pescara e hanno resistito quasi quarant’anni, fino a quando Raoul Verzella non ce l’ha fatta più e ha deciso di abbassare la saracinesca, dedicandosi alle vendite on line.
Una decisione legata ai problemi di salute di Verzella che è morto lunedì in ospedale, nel giorno della festa del papà, dopo una malattia contro cui ha combattuto a lungo, fino alla fine.
Lo racconta con amore infinito uno dei figli, Francesco, che ha 34 anni e dal 2010 lavorava con il padre. Verzella, un pescarese che viveva a Spoltore da 30 anni, non ha bisogno di grandi presentazioni perché dire “Discover” è come dire musica, a Pescara. Questo negozio è sempre stato un punto rifermento, prima in via Roma, nel 1978, e subito dopo in via L’Aquila per concludere in viale Bovio e spegnere definitivamente le luci il 31 dicembre scorso. Negli ultimi venti anni Verzella, che avrebbe compiuto 71 anni domenica, si era dedicato anche ad un’altra passione, quella del montaggio e della regia che lo ha portato, a livello amatoriale, a fare tre film, cioè la saga “Amilcare” (1, 2 e 3), un documentario sul Circolo Aternino con lo storico Umberto Santoro e un documentario sugli emigrati abruzzesi.
Nel campo musicale, racconta il figlio, ha cominciato come rappresentante di dischi per la Rca. «Erano gli anni 70, l’epoca dei grandi cantautori che lui amava tanto». Il passo successivo fu nel commercio: il primo negozio fu in via Roma, poi in via L’Aquila, «in quella che era la sede della Rca, un locale enorme. Era il più fornito, non si occupava solo di vendite al dettaglio ma anche all’ingrosso, riforniva a sua volta altri negozi in Italia e aveva una serie di rappresentanti, perlopiù sulla fascia costiera, oltre ad aver avuto molti dipendenti».
Era praticamente la sua vita. «Stava lì dentro da mattina a sera, tornava la sera tardi» e nel corso degli anni è riuscito a far crescere sempre più il suo piccolo impero, aprendo «sette negozi, complessivamente, tra l’Abruzzo e la Marche» organizzando anche dei concertini, come quello del pescarese Giò Di Tonno, dopo la vincita del festival di Sanremo. Tra le tante esperienze e le mille persone conosciute, Verzella parlava sempre di un ricordo, in particolare. «Ci raccontava di aver ospitato Rino Gaetano, a casa, nel periodo in cui aveva lavorato come rappresentante. E lo descriveva come una persona disponibile e a modo». Oltre a suonare alcuni strumenti Verzella ascoltava molta musica: fino all’ultimo si è dilettato con i brani di «Stefano Rosso e poi era legato a Lucio Dalla». Non aveva digerito le trasformazioni che si sono succedute nel settore, con il dilagare della musica sulla “rete”, ma era soddisfatto «del ritorno al vinile degli ultimi anni. Da noi venivano tanti ragazzi», prosegue sempre Francesco, e comunque con l’attivazione delle vendite on line aveva ampliato il raggio di azione del negozio, dimostrando di stare al passo con i tempi. Verzella non si è arreso neppure di fronte alla crisi. «Per tagliare i costi si è spostato dal centro a viale Bovio utilizzando il piazzale davanti al negozio per organizzare concertini e show case, con Adolfo De Cecco, Locasciulli, Nduccio e Gennaro Varone», per dirne alcuni. Alla fine del 2017 la decisione di chiudere e proseguire con il commercio on line, un’attività «che funziona» e che consente anche di smaltire il grande magazzino di “Discover”, con spedizioni in tutto il mondo.
Nel dire addio al papà, Francesco ne sottolinea le capacità professionali perché è indubbio che Verzella «ha saputo farci, ci si è impegnato». E descrive un Raoul che «si faceva voler bene». Era quello che ogni mattina, prima di andare a lavoro, «offriva il caffè al bar a tutti. Certo andava compreso, perché aveva un carattere un po’ chiuso, sembrava un duro. Ma era buonissimo, pur apparendo burbero. Aveva principi sani e radicati: con lui bastava una stretta di mano, non servivano contratti. E mi ha insegnato a non negoziare mai le mie idee per trarne un qualsiasi vantaggio».
Ora il testimone passa a Francesco, nella gestione di “Discover”. La moglie di Raoul, Rosella, con i figli Francesco, Mario e Valeria saluteranno per l’ultima volta Verzella oggi alle 15 nella chiesa di Cristo Re.
©RIPRODUZIONE RISERVATA