Addio ad Angelozzi la pittrice allieva di Tommaso Cascella

Aveva 82 anni, era di Civitella ma viveva a Montesilvano Questa mattina alle 11 i funerali nella chiesa di via Cavour
PESCARA. È morta a 82 anni la pittrice Maria Luisa Angelozzi, allieva di Tommaso Cascella.
L'artista, originaria di Civitella Casanova ma residente a Montesilvano, è diventata famosa per le sue opere che richiamano le atmosfere del cenacolo della Francavilla di Michetti e per i dipinti di paesaggi in cui la ricerca del colore e del soggetto si unisce alla raffigurazione di una natura colta nella sua quiete e nella sua intimità.
Moglie di Vincenzo Del Colle, ex presidente della giunta regionale abruzzese ed ex assessore alla Sanità in quota Dc, lascia le tre figlie Caterina, Luigia e Claudia.
Stamattina alle 11 si terranno i funerali nella chiesa Santa Maria del Rosario, in via Cavour, a Pescara, mentre alle 14,30 ci saranno le esequie a Civitella Casanova, dove sarà tumulata.
La formazione di Maria Luisa Angelozzi è legata agli studi classici, al liceo Giambattista Vico di Chieti e al corso di laurea in Filosofia. Contemporaneamente, ha frequentato l'istituto professionale di Chieti, sotto la guida di Tommaso Cascella. Come racconta la figlia Caterina, nella sezione Ceramica dell'istituto ha iniziato a modellare l'argilla, attività che ha sempre coltivato insieme alla pittura.
Negli anni ha esposto le sue opere in mostre personali in tutto l'Abruzzo e in altre città italiane, oltre ad aver partecipato a premi regionali e nazionali di rilievo. Aligi Sassu, a proposito dei suoi dipinti, parla di «una schiettezza scevra da fronzoli, basata sulla sensibile osservazione della luce sulle cose: sul rapporto uomo natura in una libera creatività pervasa di dolcezza», mentre Antonio Polidoro ricorda così l'opera di Angelozzi: «I paesaggi, di bellezza istintiva e ricercata al tempo stesso, ci riportano ai Cascella o alle atmosfere del cenacolo della Francavilla di Michetti e delle accattivanti romanze da salotto di Francesco Paolo Tosti». E ancora, Maria Augusta Baitello: «E' il messaggio della solitudine meridionale come diceva Gino de Santis, e insieme la trasparenza di una sfera di emozioni al femminile».
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