Addio agli orti urbani, arriva l’asilo nido

I residenti di via Santina Campana contestano il piano del Comune: «Ignorate tutte le alternative»
PESCARA. I residenti di via Santina Campana salutano gli orti urbani realizzati nel 2018 dal Comune e intitolati alla maestra Franca Anchini, storica insegnante delle scuole elementari dei Colli scomparsa prematuramente: al loro posto nascerà uno dei quarto nuovi asili nido del Pnrr. «Asilo che poteva nascere rigenerando una delle tante scuole semivuote e bisognose di intervento anziché consumare altro suolo», dice Assunta D’Emilio, ex preside, una delle portavoce del comitato, «tutta questa storia dimostra quanto siamo legati al mondo della scuola ed è per questo che ribadiamo tutti insieme che l’asilo non doveva nascere in una strada chiusa come questa, ma rigenerando una delle tante scuole con pochi alunni e bisognose di una rigenerazione. Intanto non si vede l’ombra di un addetto del Comune, nessun amministratore comunale si è degnato di informare i cittadini su quanto starebbe per accadere in via Santina Campana, di quanto il cantiere impatterà in termini di traffico, di mezzi pesanti, di rumore e polvere e di quanto poi il futuro nido congestionerà una strada cieca nata per servire solo le palazzine Murri e il relativo piccolo parcheggio già abbondantemente insufficiente per i residenti». D’Emilio spiega poi la condizione degli orti urbani: «Gli orti, invece, un mese dopo la fine delle concessioni, sono stati abbandonati dal Comune con vero dispiacere dagli ortolani, si sono riempiti di sterpaglie, serpenti, topi, zanzare, erbacce altissime a rischio incendio. Altroché telline. Gli orti urbani», ripercorre D’Emilio, «non sono solo stati un modo per promuovere metodi di coltivazione solidale: hanno combattuto lo spreco di cibo, promosso il consumo a km 0, integrato l’economia familiare, sono stati un modo per promuovere socialità, mutuo aiuto, scambio di saperi, intreccio di relazioni di vicinato. Il comportamento di chiusura al confronto dell’amministrazione comunale, il mancato ascolto delle proposte di spazi alternativi individuati per il nido, più funzionali sia dal punto di vista logistico che educativo, la noncuranza per lo sperpero di denaro pubblico che la distruzione di un’opera realizzata comporta, sono la prova della assoluta mancanza di visione di città, di programmazione, della improvvisazione e dell’assenza del rispetto verso i cittadini». Ora i cittadini sono pronti a chiedere l’adozione di un’area verde attigua «per dare al quartiere un parco e un’area per i cani».

