Addio al balneatore D’Alicandro: fondò lo stabilimento l’Approdo

Americo aveva 84 anni, era malato da tempo. Oggi alle 11,30 i funerali nella chiesa di Santa Caterina Padovano (Sib): «Ci lascia un pioniere della balneazione, con lui tante battaglie in difesa della costa»
PESCARA. Il sogno del giovane Americo, quando ancora faceva il parrucchiere, era quella baracchetta sul mare con la tinozza riempita di ghiaccio e gassosa da distribuire ai clienti.
A quel sogno, divenuto l’approdo della sua vita, Americo D’Alicandro, ieri ha dovuto dire addio. Lo storico balneatore pescarese, nato a Ortona e vissuto a Tollo fino a 16 anni, fondatore nel 1968 del lido l’Approdo, è morto ieri notte (alle 3) all’età di 84 anni. Da un anno lottava contro un male subdolo, insidioso. Ma era aggrappato alla vita e combatteva.
Lascia la moglie, Franca Sciocchetti, la figlia Pamela che lo ha affiancato nell’attività di famiglia, il figlio Mirko, avvocato, gli adorati nipoti Simone, 17 anni e Ilaria, 10, il genero Vincenzo e la nuora Giovanna. I funerali dell’imprenditore balneare, con la passione per il ciclismo (era giudice sportivo) che ha condotto battaglie coraggiose contro l’erosione delle spiagge al fianco dei titolari di altri stabilimenti, si svolgeranno oggi alle 11.30 nella chiesa di Santa Caterina a Pescara, nel quartiere dove risiedeva con la famiglia circondata, in queste ore, da un mare straripante di affetto.
La figlia Pamela, sopraffatta dal dolore, trova parole delicate: «Era il mio papà, un papà straordinario e ce lo dicevamo sempre, anche attraverso i nostri silenzi. Una grande guida e un grande uomo. Era riservato, buono, lungimirante, intelligente, costruttivo. Mai sopra le righe. Ora è in cielo ad esplorare altri mari e fare ancora quelle chiacchierate che tanto amava. Con mamma ha condiviso il lavoro, fianco a fianco, per 50 anni, diceva che il lido era il suo terzo figlio. Il suo ultimo sorriso è stato per mia figlia, Ilaria. Ciao bella, ciao bello, si sono detti e poi se ne è andato». I concetti profondi, Americo li esprimeva in dialetto perché li riteneva più incisivi. Arrivavano prima all’interlocultore. Lo rivela Riccardo Padovano, balneatore e presidente di Confcommercio: «Ci lascia un pioniere della balneazione in Abruzzo. Un gentiluomo che tanti anni fa decise di intraprendere questa avventura negli anni quando nella zona, al confine tra Pescara e Francavilla, c’erano poche costruzioni e pochi approdi marittimi. Era un illuminato, aveva capito che la zona tra Francavilla e Pescara sarebbe esplosa a livello turistico. Abbiamo lottato fianco a fianco contro l’erosione della costa. Era persona mite e ragionevole a cui chiedevo spesso i consigli, che mi dava anche in dialetto con la sua voce inconfondibile». Nato il 1° marzo 1937 a Ortona, D’Alicandro è giunto a Pescara, appena adolescente. A 31 anni si lanciò nell’avventura. Tagliare i capelli non lo soddisfaceva più. Voleva uno stabilimento sul mare. Lo ha costruito pezzo pezzo, l’Approdo, 53 anni fa, con i tanti sacrifici fatti insieme alla moglie Franca. «È una figura storica», scandisce il sindaco, Antonio Luciani, «non l’ho conosciuto personalmente ma attraverso le parole d’affetto e di stima della figlia, Pamela. Mi dispiace moltissimo».
Nello stabilimento ci ha passato ogni ora della sua vita. Fino ad un anno fa, quando la malattia lo ha aggredito. Cascasse il mondo, Americo, «alle 11.50 di ogni giorno», racconta la figlia, «si godeva un bicchiere di vino rosso con l’amico Corrado» oppure con uno dei tanti clienti storici del locale, dove sono passate generazioni di famiglie. «Quante belle chiacchierate durante l'estate per oltre 25 anni. Porterò con me la tua saggezza e affabilità” scrive sui social, Orazio Colangelo. E Marcella Cistola: «Americo ha accompagnato le mie estati di bimba, la sua disponibilità, gentilezza e allegria rimarranno sempre nel mio cuore».

