Addio al balneatore Sebastiani storico titolare del Baia Papaya

Aveva 88 anni. Da ragazzo emigrò in Australia prima di tornare e rilevare anche Acapulco e San Marco Padovano (Confcommercio): «Imprenditore illuminato, un punto di riferimento per tutta la categoria»
PESCARA. Il suo sogno era costruire un grande parco giochi per bambini. Quei bimbi, intere generazioni, che Luigi Sebastiani, per tutti Gino, storico balneatore pescarese morto la scorsa notte a 88 anni, aveva accolto con gioia anche questa estate nel suo stabilimento balneare Baia Papaya, rilevato nel 1988 dopo essere stato titolare, col fratello Antonio, dei lidi Acapulco e San Marco. Negli ultimi mesi le sue condizioni di salute erano precarie. Un malore lo ha costretto al ricovero all’ospedale pescarese due giorni fa, poi trasferito in una clinica dove è morto alle 3.30 di ieri notte. Non si era mai sposato, né aveva figli. Oltre al fratello Antonio, titolare del lido San Marco col figlio Gaspare, lascia le sorelle Elda, Eva e Ardemia, i cognati Anna Maria e Alessandro, i nipoti Gaspare, Assunta, Sem, Anna, Luca, Paola, Rocco, Ermanno, Veronica, Daniela, Domenico, Andrea con mogli e mariti e 13 pronipoti. La camera ardente è allestita nella sua abitazione di via Nevi, 29, a Giuliano Teatino (il paese dove è nato il 21 settembre 1934 da papà Gaspare e mamma Assuntina Di Felice, agricoltori) fino alle 13 di oggi. I funerali si svolgeranno alle 15 nella chiesa dell'Assunta e le sue spoglie saranno tumulate nella cappella di famiglia, a Giuliano Teatino. Con Gino, come lo chiamavano i clienti che lo hanno inondato d’affetto sui social, «se ne va un altro pezzo di storia degli stabilimenti balneari della nostra regione», commenta Riccardo Padovano, presidente Sib Abruzzo e Fipe Confcommercio Pescara, «ci lascia un imprenditore illuminato che 34 anni fa aveva messo in piedi quella struttura che da piccolo chiosco, dove si servivano bibite e pizzette, è oggi un attrezzato lido tra i più in voga e frequentati di Pescara. Da ragazzi facevamo mitiche partite a piedi scalzi. In quella zona, un po’ fuori da ciò che negli anni Settanta e Ottanta era la parte più frequentata di spiaggia dai bagnanti, Luigi Sebastiani ha avuto, con il fratello Antonio, la capacità di investire e valorizzare, rendendola attrattiva».
«Spesso nei mesi invernali», ricorda Padovano, «lo incontravo e gli chiedevo cosa facesse in spiaggia, al freddo, e, con il sorriso sulle labbra mi rispondeva che il mare era tutto per lui, era bravo a organizzare iniziative. Per noi balneatori è stato un punto di riferimento, ci mancherà».
È «molto addolorato» il nipote, Gaspare Sebastiani: «Mio zio era un uomo di carattere, determinato, aveva un cuore grande, era affezionato alla sua clientela, ricambiato con affetto. È rimasto al lido, questa estate, fino all'ultimo giorno. A 18 anni», racconta, «partì in Australia con papà e aprirono un chiosco tra Melbourne e Sidney. Con loro viaggiò il costruttore Domenico Lamante». Tornati a Giuliano, e forti della loro esperienza australiana, puntarono dritti sulla costa pescarese «e rilevarono Acapulco nel 1973 e il San Marco, l'anno dopo. Nell'88 decide di prendersi il Baia. Ha creduto nei suoi progetti fino all'ultimo e sognava di comprare un terreno per costruire un grande parco giochi per bambini da tenere aperto in inverno».

