Addio al fondatore della Prodiesan

Leontino Terenzio è morto a 82 anni. Puntò tutto sulla tecnica ortopedica
PESCARA. La sua è stata un’intuizione geniale, negli anni Settanta. Ha capito di dover puntare sulla tecnica ortopedica e si è gettato a capofitto prima nello studio e poi nel lavoro, avviando un'attività tutta sua, la Prodiesan, che nel tempo è diventata «un'azienda leader a livello regionale e nazionale, collocandosi tra le prime 15 del paese». È stato un «grandissimo lavoratore, una persona umile», Leontino Terenzio, morto ieri mattina, a 82 anni, nella sua abitazione di via Pepe, assistito dalla moglie Concetta e dai figli Andreina e Maurizio, quest'ultimo affiancato dalla moglie Katia.
Terenzio ha lavorato davvero una vita, e parla per lui la sua carriera, «proseguita per 66 anni», ricorda il figlio Maurizio che ha condiviso con il capofamiglia grandi successi, soddisfazioni e anche le delusioni degli ultimi anni.
«Ha iniziato a lavorare nel 1946, quando aveva 13 anni, per la farmacia Greco e nel 1968 si è messo in proprio, aprendo una sanitaria. Aveva capito che era un settore emergente per cui ha deciso di frequentare un corso a Milano, per prendere il diploma di tecnico ortopedico. Aveva 46 anni quando ha concluso gli studi, e per lui è stato un sacrificio perché per frequentare le lezioni partiva la domenica sera e rientrava il mercoledì». Maurizio ricorda bene quei tempi, quando lui aveva 14 anni e decise di muoversi sulle orme del papà. «Ho frequentato la sua stessa scuola, a Milano, e mentre lui si trovava all’ultimo anno io ero al primo».
Nel 1979 c’è stata un’altra apertura, quella dell'ortopedia Prodiesan in via Spaventa, «dove fu assunta la signora Pina, che ha lavorato 21 anni con noi, mentre la sanitaria restava in via Marconi. Poi, nel 1982 sono arrivato anche io», prosegue Maurizio, e da allora questa realtà è cresciuta sempre più, fino a contare «33 collaboratori, oltre ai componenti della famiglia». Ripercorrendo la carriera del papà, Maurizio si sofferma sulle varie sedi della Prodiesan, fino al locale di via della Pineta, aperto nel 2000, e arriva alle vicissitudini degli ultimi anni quando l’azienda è passata di mano e si è chiusa l'era aperta da Leontino Terenzio, che forse «avrebbe anche continuato a lavorare».
Impossibile, per il figlio, dimenticare le notti passate insieme, «per essere pronti a riconsegnare i lavori la mattina, anche a Lanciano e Vasto, dove andavamo due volte a settimana. Era un rapporto fantastico, il nostro». Oggi, alle 10.30, i funerali nella chiesa di Santa Caterina, in via Mezzanotte. (f.bu.)
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