Addio al Modello Isee: cosa rischia davvero chi non rifà la domanda

È già scaduto il 31 dicembre, quindi deve essere rinnovato Cosa accade nei casi di assegno unico, Rdc e Bonus sociale
PESCARA. Tra le principali novità per il 2023, spicca anche il declassamento del Modello Isee per la presentazione delle domande per accedere a diversi bonus. Cambiano le priorità, accrescendo l’importanza della Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) precompilata messa a disposizione dall’Inps. L’articolo 60 della Legge di Bilancio stabilisce che «a decorrere dal primo luglio 2023, la presentazione della Dsu da parte del cittadino avviene prioritariamente in modalità pre-compilata, ferma restando la possibilità di presentare la Dsu nella modalità ordinaria». Lo stesso Isee si basa sulla Dsu per calcolare alcune spese, come per esempio le tasse universitarie.
Questo passaggio non è però immediato: il testo della Manovra parla infatti della possibilità di sei mesi di transizione. L’obiettivo del Governo Meloni sarebbe quello di rendere più fluide le procedure per calcolare l’Isee. Finora i cittadini, per ottenere la certificazione con l’Indicatore, dovevano presentare la Dichiarazione di persona non precompilata rivolgendosi all’ente che eroga la prestazione sociale agevolata oppure al Comune; al Caf (Centro di assistenza fiscale) o all’Inps.
Dal 1° luglio 2023 cambierà invece tutto, in attesa di disposizioni da parte del Ministero del Lavoro. A indicare la vita saranno soprattutto le linee guida dell’Inps sull’identità digitale, che prevedono la possibilità per ogni componente maggiorenne di un nucleo familiare di autorizzare la pre-compilazione dei propri dati utilizzando Spid di secondo livello, Carta d’identità elettronica o Cns (Carta nazionale dei servizi).
Come si ottiene il modulo
Oltre che con le modalità sopra descritte, il modulo Isee precompilato è reperibile anche sul sito dell’Inps, comprensivo di tutti i dati autodichiarati dal cittadino e delle informazioni fornite dall’Agenzia delle Entrate. Nel dettaglio, si tratta del canone di locazione della casa d’abitazione, dei patrimoni mobiliari, dei beni immobiliari, dei redditi ai fini Irpef e dei trattamenti Inps esenti ai fini Irpef.
Ci sono però delle informazioni da aggiungere, riguardanti i redditi e patrimoni degli altri componenti maggiorenni del nucleo familiare perché il Modello Isee riguarda tutta la famiglia, anche nel caso del modulo precompilato.
LE PRESTAZIONI
Tra le prestazioni per le quali è stato finora solitamente richiesto l’Isee a una determinata soglia (a seconda del bonus o della detrazione in oggetto), le più importanti sono: il Reddito di inclusione (Rei); il Reddito di cittadinanza; la Pensione di cittadinanza; le prestazioni socio-sanitarie; la riduzione della tariffa per mensa scolastica e asilo nido; il Bonus per i libri scolastici; la riduzione per tasse universitarie e borse di studio; il Bonus per luce, gas e acqua; la riduzione per la tassa rifiuti; il Bonus bebè; l’assegno unico dei figli; il Superbonus 110% per le villette e il Bonus sull’acquisto della prima casa per gli under 36 (limite a 40mila euro).
LA SCADENZA
Con l’Isee scaduto il 31 dicembre scorso, ci si chiede cosa succederà ad Assegno unico, Reddito di cittadinanza e alle altre agevolazioni legate allo strumento di valutazione del reddito. Avere un Isee scaduto, infatti, potrebbe compromettere l’accesso a tali misure laddove non si provveda al rinnovo entro i termini stabiliti dalla legge. Termine che varia a seconda della prestazione a cui si riferisce.
Caf Uil Abruzzo rassicura gli utenti e fa sapere che «la normativa concede un po’ di tempo per rinnovare l’Isee e non subire spiacevoli conseguenze».
I TRE CASI
Rispetto alla percezione del Reddito di cittadinanza, non ci sono conseguenze immediate in quanto la ricarica attesa a gennaio verrà comunque effettuata sulla base di dati e informazioni contenuti nella pratica del 2022. Tuttavia il rinnovo va effettuato entro il 31 gennaio per evitare la sospensione dei pagamenti. Non bisogna dimenticare che una volta rilasciato il nuovo Isee ci sarà un ricalcolo della prestazione, in quanto l’Inps terrà conto dei nuovi dati reddituali e patrimoniali. Ne potrebbe risultare la perdita dell’assegno, laddove il nuovo reddito dovesse certificare il superamento delle soglie previste dalla normativa, o comunque una riduzione dell’importo percepito, nel caso in cui tra il 2020 e il 2021 ci sia stato un miglioramento della situazione economica del nucleo familiare. Diversamente, in caso di peggioramento, l’importo potrebbe aumentare.
Per quanto riguarda l’Assegno unico universale, il periodo di erogazione va da marzo a febbraio dell’anno successivo. Quindi, fino a febbraio, i pagamenti verranno effettuati sulla base di quanto indicato nell’Isee 2022. Entro il 28 febbraio però sarà però necessario rinnovarlo, in quanto avrà inizio un nuovo periodo di percezione. Se non verrà rinnovato entro la suddetta data allora l’Assegno unico verrà comunque pagato, ma per il minimo dell’importo (50 euro per i figli minorenni, 25 per i maggiorenni).
Per accedere agli sconti su bollette di luce e gas previsti dal Bonus sociale, sarà necessario rinnovare l’Isee prima della richiesta del beneficio o dell’agevolazione. In conclusione il presidente del Caf Uil Abruzzo, Annarita Di Domenicantonio, afferma: «Avere un Isee scaduto non vuol dire che dal 1° gennaio 2023 tutte le prestazioni a esso collegate smetteranno di essere percepite, ma solo che bisognerà mettersi in moto per rinnovarlo non appena possibile. Diversamente scatteranno conseguenze differenti per mancato rinnovo della pratica, a seconda della prestazione a cui ci si riferisce. Il consiglio è comunque di procedere al rinnovo entro fine gennaio, a maggior ragione se si risulta percettori di Reddito di cittadinanza». (c.s.)

