Addio al socialista D’Amico «Una vita per i più deboli»

Folla ai Colli per l’ex chirurgo e protagonista della politica scomparso a 71 anni La figlia: un idealista dal cuore grande. D’Incecco: meritava il saluto in Comune
PESCARA. «Eri sempre dalla parte dei più deboli, sempre pronto a fare del bene. Un idealista dal cuore grande, amavi pensare che ognuno nella vita può fare ciò in cui crede. Papà, so che sei qui, forse mai più nella vita incontrerò una persona illuminata e speciale come te».
Quando Silvia D'Amico ha ricordato dal pulpito il padre Giorgio, la folla di circa 200 persone raccolta ieri mattina nella basilica della Madonna dei Sette Dolori per partecipare alla cerimonia funebre officiata da padre Domenico Di Matteo, ha trattenuto le lacrime a stento, tanto era forte la commozione.
La gente si è sciolta in un applauso scrosciante, un abbraccio ideale ai familiari di Giorgio D'Amico, ex assessore ed ex consigliere socialista al Comune di Pescara, morto a causa di un infarto giovedì scorso all'età di 71 anni.
L'ex chirurgo in pensione ha lasciato la moglie Giuliana, la figlia Silvia, il genero Pasquale, i nipoti Alessandro, Giorgio, Niccolò e Stefano. La salma sarà tumulata nel cimitero di Ostra, cittadina in provincia di Ancona a cui la famiglia è molto legata. Il feretro è arrivato nel piazzale antistante la basilica dei Colli pochi minuti prima delle 10.
La bara, ricoperta di orchidee rosa, garofani, rose e anthurium rossi, ha fatto il suo ingresso in chiesa circondato dalla folla di parenti, amici, tanta gente comune e politici, anche della vecchia guardia e di schieramenti trasversali. In rappresentanza di palazzo di città, l'assessore Gianni Teodoro che con gli occhi umidi ha ricordato i vecchi tempi, quando insieme facevano parte della giunta del sindaco Luciano D'Alfonso «grazie al mio 4 e al suo 1,3 percento dei consensi. Ma al di là della politica eravamo grandi amici, Giorgio era buono, altruista e il suo sogno era riportare il partito socialista nella centralità della politica pescarese».
Conferma il consigliere Riccardo Padovano, commosso: «Qualche giorno fa Giorgio mi ha detto: “A fra', dobbiamo fare la lista perché quest'anno mi ripresento”. E' stato un grande compagno socialista, senza di lui, nel 2003 non ce l'avremmo fatta». Moreno Di Pietrantonio rivela un particolare che la dice lunga sulla generosità del politico scomparso: «Mi ha chiesto un consiglio per aiutare un giovane in difficoltà. Esprimo solidarietà alla famiglia da parte del Pd».
Il deputato Vittoria D'Incecco si è detta «rammaricata perché Giorgio meritava la camera ardente in Comune, è stato un amministratore ed era giusto che la città lo salutasse nella casa di tutti ».
Antonio Di Girolamo, ex presidente della Provincia, ricorda che D'Amico «parlava sempre di politica, anche mentre una volta mi stava operando». Sulla sua professione di medico si è soffermato anche padre Domenico nell'omelia: «Ha amato i suoi pazienti come la sua famiglia e gli amici. E' stato un marito fedele, un padre affettuoso, un uomo leale, un professionista in gamba e onesto. Un sant'uomo, esempio di bontà per tutti e alla famiglia ora lui dice: non piangete la mia assenza, io vi guarderò dal cielo», ha concluso il frate durante la cerimonia sobria e discreta come nello stile del medico appassionato di politica.
Attimi struggenti nelle parole della cugina Maria Sparagna: «Con le tue mani affilate e sapienti hai salvato tante vite, non dimenticherò la tua voce forte e chiara. Ti hanno definito bizzarro, ma era il tuo modo di essere schietto e diretto, sarai il mio maestro per sempre».
«Un uomo che ha dedicato la sua vita a combattere le ingiustizie», il ricordo dell'amico Michele Epifanio, ex docente al Volta. Lo hanno salutato anche Veltra Muffo dell'associazione nazionale Sandro Pertini, Massimo Sfamurri, Ermanno Ricci, Giorgio D'Ambrosio, Mario Sorgentone, presidente dell'associazione Strada Parco. Non è mancato il picchetto d'ordinanza della polizia municipale, con gli agenti Adele Laviola e Goffredo Baldassarra in grande uniforme a presidiare il feretro. Le offerte raccolte durante la messa saranno devolute ai poveri della parrocchia.
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