Addio alla Gigafactory, Fina va all’attacco

6 Ottobre 2024

Il senatore abruzzese del Pd lancia l’allarme da Termoli: lo stop al progetto colpisce l’Abruzzo

L'AQUILA. «Rinunciare al progetto Gigafactory è perdere il futuro».
A lanciare l'allarme è il senatore del Pd Michele Fina che, a Termoli, ha incontrato sindacati e lavoratori dello stabilimento automobilistico Stellantis per parlare della situazione legata allo stop temporaneo dell'impianto di batterie da parte della Joint venture Acc. Un fermo produttivo che preoccupa - e non poco - anche per le possibili ricadute sul polo dell'automotive abruzzese e sullo stabilimento Stellantis di Atessa. Fina ha annunciato la presentazione di una mozione, su cui è al lavoro tutta l'opposizione, dopo aver interrogato il ministro dello Sviluppo economico, Adolfo Urso per capire cosa stia accadendo al progetto della Gigafactory prevista nel nucleo industriale della città.
«Sono qui per essere al fianco dei lavoratori dell’automotive e dell’indotto. Abbiamo un problema molto serio in Italia e in tutta Europa, ma in particolare in un territorio come il nostro, dove il settore industriale è così incidente e riguarda centinaia e migliaia di persone e famiglie», le parole del senatore dem, «in questo Paese mancano una politica industriale e la capacità di interlocuzione vertenziale con i grandi player come Stellantis, e mancano anche la capacità di programmazione e di accompagnare nella transizione tecnologica ed ecologica i comparti e i lavoratori, non lasciando nessuno indietro. In sostanza manca la politica».
Fina ha dichiarato di aver appreso dai giornali «che un investimento così strategico per l'intera Europa è in forse o, addirittura, definitivamente perso». E annuncia la mozione, «a cui stanno lavorando tutte le forze di opposizione: un documento unitario proprio sull'automotive, per porre questo tema all'attenzione del Governo. Siamo arrivati ad un momento di crisi così grave, così delicato, senza averne mai parlato. E' paradossale. Senza mai averne discusso in Parlamento, leggendo notizie qui e là, bevendo in modo fideistico rassicurazioni che, in realtà, ora abbiamo capito non veritiere: questo è grave. Stiamo parlando del principale settore industriale del Paese e del continente. Se non parliamo di questo di che altro dobbiamo parlare?».
Il senatore abruzzese ha sottolineato poi «l'assenza delle Regioni, che non hanno svolto alcun ruolo. Credo», dice, «che non abbiano mai interloquito con il Governo se non facendo finta di mandare una letterina e un incontro con una foto opportunity a Roma».
Parole dure rivolte alla politica locale e al Governo nazionale chiamato in causa per dare una risposta immediata al problema: «Chiediamo al Governo Meloni», incalza Fina, «se i governi regionali davvero hanno dismesso la capacità di occuparsi del lavoro? A fatica si occupano di sanità e lo fanno male. Di lavoro e politiche industriali non mi pare se ne siano occupati».
Per il parlamentare abruzzese, che ha sottolineato nel suo intervento come l'allarme Gigafactory coinvolga molto da vicino l'Abruzzo, «di fondamentale importanza, per la realizzazione dell'impianto di batterie, sono i fondi Pnrr. Senza questi fondi mi sembra difficile, se non impossibile, realizzare la Gigafactory. Il Pnrr è nato proprio per accompagnare le transizioni industriali. Quindi, i fondi destinati a questo progetto erano proprio il senso profondo del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Ma questo Governo ha perso una marea di tempo a recuperare risorse da progetti per metterli su altri, con il rischio di non fare né l'uno né l'altro perché non si rispetteranno le scadenze», evidenzia il senatore che invita a non restare in silenzio: «Ora bisogna battersi affinché sia tutto chiaro, perché si ascolti il mondo del lavoro, perché si apra un tavolo con Stellantis e perché l'Europa e il Governo facciano una politica industriale. Ci spieghino esattamente come dobbiamo far attraversare questa transizione al Paese. Noi abbiamo un'idea molto chiara: faremo una mozione insieme tutte le forze dell'opposizione dialogando con i lavoratori e le imprese per dire secondo noi come si fa».
Secondo i dati raccolti dal mondo sindacale, nel 2023 si erano prodotte circa 800mila vetture. Nel 2024 Stellantis sta diminuendo la produzione a circa 500mila vetture e lo stabilimento di Termoli è stato privato del piano di riconversione in Gigafactory e depauperato della produzione di motori. (m.p.)