Addio alla prof Giordano Dolore al liceo Da Vinci

PESCARA. E' morta Virginia Giordano, docente di Lettere in pensione all'istituto "Leonardo Da Vinci". L'insegnante è deceduta ieri all'ospedale Covid. Aveva 69 anni. Da anni combatteva contro una...
PESCARA. E' morta Virginia Giordano, docente di Lettere in pensione all'istituto "Leonardo Da Vinci". L'insegnante è deceduta ieri all'ospedale Covid. Aveva 69 anni. Da anni combatteva contro una malattia, da cui si era ripresa e ultimamente le sue condizioni di salute erano migliorate. Poi l'addio, improvviso. Lascia tre figli e tanti nipoti, una delle quali, studentessa al Da Vinci, ieri mattina in classe ha rivelato ai compagni che «la nonna è andata in cielo». Per oltre 10 anni, fino al 2012, Giordano è stata insegnante nel liceo dei Colli, amata da studenti e colleghi che la ricordano come una persona «mite, accogliente, con una grande capacità di ascolto». La data dei funerali non è stata ancora fissata, ma presumibilmente si svolgeranno nella parrocchia di Sant'Antonio di viale Sabucchi, frequentata dalla docente, che risiedeva in via Milite Ignoto e che aveva intrapreso il cammino catecumenale. Così la ricorda l'ex preside del Da Vinci, Giuliano Bocchia: «Cara e stimata insegnante, amatissima dagli studenti e ascoltata da tutti i colleghi. Da alcuni anni in pensione, per motivi di salute, è rimasta nel cuore e nella mente di ognuno di noi, che abbiamo lavorato e vissuto con lei. Nelle parole e nei gesti esprimeva una presenza scolastica accogliente e profonda, di poco clamore e di grande virtù. Univa la competenza disciplinare ad una grande umanità. Sapeva accompagnare i ragazzi nell'esplorazione verso il motivo e il senso della vita». La collega di italiano, Concetta Maiezza, è certa: «Non sarà dimenticata dai suoi studenti che oggi piangono la loro prof scomparsa, ma neppure da noi colleghi. La stimavano per i suoi tratti di eccellente insegnante, molto professionale, signora virtuosa. Ha gestito la sua materia esplorando il senso della vita. Le sue battaglie erano per una scuola a misura di studente, che riuscisse ad accogliere tutti, convinta che ognuno possa coltivare i propri talenti». Era solita, la prof Giordano, «fermarsi al baretto della scuola e dialogare con chi incontrava, ma soprattutto ascoltare» conclude Maiezza. «Una donna riservata, sempre gentile e sorridente», aggiunge la collega, Tiziana Di Rocco, «disponibile verso i colleghi e sempre capace di capire gli studenti che ha seguito con dedizione e passione. Mai toni alti, mai una parola fuori posto, capace di mediare tra posizioni discordanti. Una bella persona, di grande spessore umano».

